Un'associazione culturale che - come ha dichiarato il presidente Alfonso Antoniozzi - "vorrebbe raggruppare, invitare, chiamare persone che sono convinte che ciò che ci unisce è più di ciò che ci divide"

Nasce “Io sono civico”, laboratorio di cittadinanza attiva sui temi che interessano Viterbo

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Il consigliere Alfonso Antoniozzi

“Una nuova piazza? Un tavolino da bar dove si discute? Un’associazione culturale? Chiamatela come preferite, quel che conta è che questo luogo vorrebbe diventare un punto di riferimento per tutti i viterbesi, con le porte sempre aperte”. I consiglieri Alfonso Antoniozzi e Chiara Frontini con una conferenza stampa annunciano la nascita di “Io sono civico”, un laboratorio di cittadinanza attiva fatto di incontri – e confronti – sui temi più disparati che interessano la città di Viterbo, a cui ognuno può partecipare e dare il proprio contributo in base ai diversi interessi.

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La consigliera Chiara Frontini

Il laboratorio, formalmente attivo da qualche settimana, ha come obiettivo primario quello di “rappresentare un polo aggregativo culturale nella città”, come ha chiarito il presidente Antoniozzi, che si occuperà di coordinare tutte le numerose iniziative.

“Siamo partiti lo scorso anno da un documento che si chiama ‘Io sono civico’, un dizionario di cittadinanza attiva – ha spiegato Antoniozzi – chiedendoci ‘qual è la nostra visione sulla città e il nostro punto di vista sulla società?’. Lo abbiamo scritto in diversi punti e poi ci siamo detti, perché da questo non può nascere un’associazione culturale che si sforzi di aggregare tutti quelli che si riconoscono in questi punti e vogliano mettere insieme le loro forze per immaginarsi una città diversa e magari anche proporre soluzioni?”.

Per il momento il Covid impedisce la socialità, ma l’intenzione è di avere presto una sede fisica per l’associazione, che avrà le porte aperte a tutti. “Crediamo, e credo, che quello che manca a questa città è uno spazio in cui tutti quelli che vogliono esprimersi artisticamente, verbalmente, raccontando idee abbiano un posto dove farlo – ha aggiunto Antoniozzi – per questo noi immaginiamo laboratori, quindi incontri, confronti di idee, su urbanistica, cultura, sociale e sport, su tutto quello che i cittadini immaginano siano le potenzialità di Viterbo”.

Il logo dell’associazione “Io sono civico”

L’idea del laboratorio di cittadinanza attiva, come hanno tenuto a sottolineare i due consiglieri, non ha nulla a che vedere con l’evoluzione del Movimento Viterbo Venti Venti, per il quale le novità saranno svelate prossimamente in altre occasioni. “Credo che questa città sia da sempre arroccata in appartenenze personali da cui non ci si sposta – ha commentato Antoniozzi – invece il dialogo permette di portare avanti un progetto assolutamente lecito, che è quello di un’associazione che vorrebbe raggruppare, invitare, chiamare persone che sono convinte che ciò che ci unisce è più di ciò che ci divide”.

Anche il logo dell’associazione sta a rappresentare questi principi: “L’idea è di richiamare la volontà di costruire qualcosa che sia condiviso da tutti e in continua evoluzione, con il simbolo del cubo. Poi i colori giallo e blu, quelli di Viterbo, e il verde, in riferimento alla tutela dell’ambiente”, ha affermato la consigliera Frontini.

 

 

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