La burocrazia europee torna a penalizzare l'Italia

Natale a stecchetto per gli italiani, il “Nutri-Score” penalizza il made in Italy!

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pasta fieno canepinese
Che fine faranno prodotti tipi locali come il fieno alla canepinese?

Il cenone della Vigilia di Natale e di Capodanno potrebbe andare di traverso ai viterbesi e agli italiani. Un altro semaforo è stato installato infatti all’incrocio alimentare dei cibi, in alcuni Stati, dai burocrati europei: il Nutri-Score!

Esso è un sistema nuovo che, tramite lettere colorate, denuncerà gli alimenti che, secondo alcuni parametri, potrebbero essere nocivi alla salute.

In aggiunta alla dichiarazione nutrizionale stabilita dall’Unione Europea, verrà posto dunque un altro logo ai vari alimenti. Funzionerà come una sorta di semaforo, con più colori dei soliti 3: una striscetta colorata con la A corrisponde al verde, la B corrisponde al verde chiaro, la C al giallo, la D all’arancione e la E al rosso.
Sicuramente a rimetterci saranno i prodotti italiani, perché, ad esempio, il nostro buon pecorino, il prosciutto di Parma o il salame nostrano saranno rossi, secondo questi parametri.

La coca zero, non avendo zuccheri, avrà il bollino verde.

Nelle stanze del potere a Bruxelles stanno elaborando un accordo su questa etichetta nutrizionale che, con la scusa di avvertire i consumatori sulla presenza di grassi, zucchero e sale, attribuisce un giudizio di «pericolosità» del tutto arbitrario.
La Coldiretti ha bollato il sistema come dubbio e ingannevole, mentre la direzione generale Salute e Sicurezza del cibo ha valutato positivamente tale sistema colorato tanto che, in molti Paesi dell’Unione, esso è già stato adottato. Ciò potrebbe costituire la base per l’estensione del sistema Nutri-Score a tutti gli Stati membri dell’Unione.

“Non ci resta che piangere!” recitavano Troisi e Benigni, e potranno a ragione dire i produttori locali, per l’intransigenza burocratica di legislatori europei, i quali, con questo sistema, potranno però veicolare le scelte di milioni di consumatori sulla base del “loro bene”.

Ben vengano l’educazione alimentare nelle scuole e le campagne salutiste, ma del nostro bene possiamo occuparcene da soli, senza dover subire costantemente le pressioni delle alte sfere istituzionali, talvolta mosse da interessi particolari e oltretutto facenti capo a nazioni straniere.

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