Con un pensiero particolare rivolto, in questo periodo complicato, alle famiglie in difficoltà, ai giovanissimi e agli anziani

Natale in famiglia per Arena e l’augurio ai viterbesi di “ritrovare al più presto la serenità”

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Oggi è la vigilia di Natale. Un Natale sottotono, un’atmosfera di festa appannata da restrizioni, distanze, chiusure a causa della pandemia.

Ma è pur sempre Natale e lo scambio di auguri è forse una delle poche cose rimaste inalterate in questo caos.

Abbiamo chiesto al sindaco Giovanni Arena quale regalo vorrebbe far trovare sotto l’Albero ai viterbesi.

“E’ un Natale che ricorderemo per sempre perché ha stravolto quelle che erano le nostre abitudini, il fare festa, lo stare insieme… Tutte cose che purtroppo questa pandemia ci impedisce e quindi mi auguro che, come stanno già facendo, tutti i viterbesi siano rispettosi delle indicazioni che sono state date con l’augurio che si possa trovare al più presto quella serenità che purtroppo sta mancando in molte famiglie. In moltissimi casi dovuto alla perdita del posto di lavoro, la preoccupazione di dover ricominciare di chi aveva iniziato una nuova attività, o di chi si ritrova senza occupazione magari dopo 20 anni di lavoro e  improvvisamente deve affrontare la realtà con molta ansia in prospettiva dei tempi che verranno. Quindi l’augurio è che si possa riacquistare la serenità e perché ciò accada è necessario che ci sia un’interruzione di questo bruttissimo periodo. Come amministrazione stiamo investendo molte risorse nel nostro bilancio per superare i disagi che le famiglie stanno subendo. E’ evidente però che dobbiamo essere tutti convinti che, solo rispettando le regole, potremo venirne fuori e che il 2021 sia l’anno della riscossa, della ripresa dal punto di vista lavorativo e che sul piano degli affetti si possa tornare al più presto a una convivenza e a rapporti interpersonali come abbiamo sempre fatto. Stiamo piano piano perdendo delle abitudini, dalla semplice stretta di mano che non possiamo più scambiarci a tante altre cose che stanno rivoluzionando il nostro modo di essere, di vivere. L’augurio è che possa finire tutto al più presto e si possa ritornare ad avere il gusto di vivere in una collettività”.

Il pensiero del sindaco va in particolare ai giovani e agli anziani.

“Ai giovanissimi, a cui è stato impedito il movimento, l’attività sportiva e motoria che è tipica dei bambini. Agli anziani, rimasti isolati nelle residenze assistite o a chi sta lontano dai figli, e che sono poi quelli che hanno pagato il prezzo più alto in termini di conseguenze nefaste causa Covid. Spero che sia al più presto un ricordo, un triste ricordo, da lasciarci alle spalle”.

 

E Giovanni, l’uomo non il sindaco, come trascorrerà il Natale?

“Come tutti gli italiani, in famiglia, insieme a mia moglie e ai miei figli. Le mie sorelle e i miei fratelli staranno nelle loro case e ci sentiremo telefonicamente. Dobbiamo tutti rispettare le regole ed evitare le tavolate a cui eravamo abituati. Mi auguro di poter stare 2-3 giorni in serenità con la speranza che non ci siano problemi e imprevisti come ci sono stati in questi giorni, la chiusura della superstrada, l’incidente… Due-tre giorni per potermi dedicare a dei libri che ho iniziato e che non riesco, non dico a finire, ma neanche a dedicargli un po’ di tempo perché il mio ruolo di sindaco mi porta a essere sempre in prima linea nelle situazioni emergenziali. Qualche giorno in serenità per poi riprendere con uno spirito un po’ diverso le notizie sui positivi e sui decessi che purtroppo sono quelli che rimangono a un livello troppo alto. E’ inutile nasconderlo, siamo tutti avviliti, tutti un po’ più tristi, ci raccogliamo nelle nostre famiglie con la speranza che il 2021 sia un anno completamente diverso”.

 

Ha parlato di libri in sospeso, quale leggerà per primo?

“C’è un libro che mi ha incuriosito perché è un dono alla città di Viterbo. Scritto da una persona che da diversi anni abita qui da noi ed è proprio un atto d’amore verso la città che ama e non cambierebbe con nessun’altra al mondo. Mi piacerebbe capire quali sono gli aspetti che lo hanno particolarmente colpito e lo hanno portato a scrivere questo libro: non so se i viterbesi, i luoghi, la città. L’altro è “Perché gli italiani hanno amato Mussolini”, l’ultimo libro di Bruno Vespa perché mi piace come facilità di lettura, in senso chiaramente ironico. Vediamo se riesco a completare queste letture”.

E in conclusione il più tradizionale degli auguri: Buone feste a tutti i viterbesi.

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