Nel 2021 più morti sul lavoro: le storie di chi ha perso la vita

204

Nel primo quadrimestre di quest’anno è stato registrato un +9,3 per cento di morti bianche rispetto al 2020: più decessi al Sud e tra gli uomini. Tra le regioni con più vittime da Covid-19, contratto in azienda o in fabbrica, guida la Lombardia. Gli ultimi casi di cronaca: dalla grande risonanza mediatica ad altri episodi meno raccontati ma altrettanto gravi.
Le morti da Covid-19 sul lavoro, sono gli uomini a essere stati di gran lunga più colpiti delle donne. Tra gennaio 2020 e aprile 2021 infatti sono stati registrati 600 decessi per coronavirus: 501 uomini, 99 donne.

L’ultimo caso di cronaca risale a giovedì 27 maggio, nel Pavese, dove in un’azienda alimentare si è rotta la tubazione di vapore, che conteneva ammoniaca, travolgendo due operai che hanno perso la vita. Uno dei due, Alessandro Brigo, era di Copiano, aveva 50 anni ed era sposato e padre di due figli. L’altro, Andrea Lusini, aveva 51 anni, era stato assunto tramite agenzia interinale: viveva a Villanterio ma era originario di Siena. L’incidente si è verificato presso la ditta Digima srl a Villanterio, un’azienda in provincia di Pavia che si occupa di raccolta e lavorazione dei sottoprodotti della macellazione.

Il 29 aprile scorso, invece, una trave ha ceduto nel deposito Amazon di Alessandria, investendo sei persone e causando un morto – Flamur Alsela, 50 anni, di origini albanesi, abitava a Chiari in provincia di Brescia ed era caposquadra – e cinque feriti. Nelle stesse ore nel porto di Taranto ha perso la vita un gruista di 49 anni, Natalino Albano, precipitato sulla banchina mentre a Montebelluna (Treviso) un operaio di 23 anni, Mattia Battistetti, era stato investito da un’impalcatura, morendo sul colpo. Tre morti in un solo giorno.

Mercoledì 7 maggio, a Busto Arsizio (provincia di Varese), ha perso la vita Cristian Martinelli, 49 anni, schiacciato da un tornio meccanico mentre era al lavoro in un’azienda di estrusione di materie plastiche. Il 6 maggio invece a Pagazzano, nel bergamasco, un uomo di 46 anni, Maurizio Gritti, era rimasto schiacciato da una lastra di cemento staccatasi dalla gru che stava manovrando.

Il 18 maggio hanno perso la vita Armando Rocco Mita, contadino di San Mauro Forte in provincia di Matera, travolto dal trattore, e Stepan Mikaylu, 51enne ucraino deceduto a Croara di Gazzola, in provincia di Piacenza, dopo che il cancello di acciaio che stava montando in un cantiere edile si è sganciato dalle guide e gli è caduto addosso schiacciandolo.

La lista delle morti recenti procede ancora: Sergio Persico, mulettista di 53 anni di Orio al Serio, deceduto il 17 maggio a Spirano dopo essere stato investito da un mezzo pesante in retromarcia. E Marco Oldrati, lavoratore di 52 anni di San Paolo d’Argon, in provincia di Bergamo, morto in un cantiere di Tradate (Varese) cadendo da una impalcatura da circa quattro metri di altezza.

Decisamente diverso, come risonanza mediatica, è stato il caso di Luana D’Orazio, la giovanissima ragazza di 22 anni – madre di un bambino di 5 – morta a inizio maggio a Oste di Montemurlo, Prato, dopo essere rimasta impigliata nel rullo del macchinario a cui stava lavorando, che l’ha trascinata uccidendola. La morte della giovane ragazza originaria della Toscana ha mosso le coscienze e sollevato polemiche da parte di lavoratori ed esponenti politici, che al grido di «mai più» hanno riempito i social e le colonne dei giornali.

La procura di Prato sta conducendo una serie di accertamenti sull’abbigliamento indossato dalla giovane mamma nel momento della morte, sullo stesso macchinario e sui sistemi di protezione contro gli infortuni. Si attende invece l’interrogatorio di uno dei due indagati per il reato di omicidio colposo, il responsabile della manutenzione dei macchinari della ditta. Con lui risulta indagata anche la titolare dell’impresa tessile nella quale la giovane ha perso la vita.

Veramente, ai parenti delle vittime, poco interessano tutte queste indagini, occorrerebbero da parte dei nostri politici, meno chiacchiere e promesse, è più fatti concreti.

Daniela Bizzarri

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui