Nel giorno del suo compleanno ricordiamo il grande Massimo Natili, gentleman pilota viterbese

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Viterbo- Massimo Natili, il gentleman dei piloti automobilistici, avrebbe festeggiato il suo ottantacinquesimo compleanno.  Era nato a Ronciglione, il 28 luglio 1935.

Già a 18 anni incominciò, con passione, a cimentarsi nelle gare in salita al volante di una Topolino, con la quale debuttò alla Vermicino-Rocca di Papa, classificandosi secondo. Poi passò alla 500 e, più avanti negli anni, a macchine sempre più impegnative, di varie marche e varie categorie, dalle monoposto (Formula Junior e Formula 3) alle Gran Turismo e alle Sport a ruote coperte.

Nel 1961 fu segnalato come uno dei giovani più promettenti: fu l’unico in grado di contrastare la supremazia inglese in Formula Junior piazzandosi secondo al Gran Premio Lotteria di Monza con una Lotus della Scuderia Centrosud di Mimmo Dei, il talent scout romano grazie al quale riuscì a debuttare anche in Formula 1, al volante di una Cooper-Maserati: un’auto con la quale Natili si mise comunque in gran luce misurandosi senza imbarazzi con piloti del calibro di Stirling Moss e Jim Clark e con le Ferrari di Phil Hill e Richie Ginther! Nel curriculum, la partecipazione al Gran Premio di Gran Bretagna del 1961, la qualificazione a Monza (ma poi non prese il via) e due presenze in Gran Premi non validi per il Mondiale, con un quarto posto nel GP Roma.

L’anno seguente (1962), arrivarono grandi soddisfazioni dal sodalizio con Gino De Sanctis nel campionato di Formula Junior, dove Natili fu protagonista di un drammatico incidente a Monza, risolto grazie al coraggio di uno spettatore. I successi con le monoposto del costruttore romano contribuirono ad accreditarlo come istruttore di guida in grado di dirigere la scuola di pilotaggio di Vallelunga, autodromo al quale il pilota viterbese è rimasto sempre molto legato: per anni, tra l’altro, detenne il record del “corto” (strappato a suo tempo a Vaccarella).

Dopo aver vinto il titolo italiano Sport nel 1965 al volante di una Lotus-Giannini, nel ’66 Natili fu protagonista di una vera e propria avventura alla 24 di Le Mans. Convocato da Giotto Bizzarrini, arrivò in macchina in un circuito, che non conosceva affatto. Infilati casco e tuta, al via si mise nella scia della Ferrari di Scarfiotti per memorizzare le traiettorie.

La gara per la Bizzarrini numero 11 durò poco più di quattro ore, ma l’exploit di Natili è rimasto nella storia della più importante corsa di durata del mondo.

In età matura, nonostante gli impegni di lavoro al vertice di una concessionaria BMW e come presidente della delegazione viterbese del CONI, il pilota, sempre elegante e gentile, ha scoperto anche il rallycross. Ma non solo: nel 1987, a 52 anni, è andato oltreoceano per partecipare alla One Lap of America, la famosa Cannonball, avventurosa maratona nella quale si è piazzato ottavo assoluto e primo di categoria con un’Alfa Romeo 75.

Nel 2013 s’è impegnato come socio fondatore del Club Amici di Vallelunga, sodalizio formato da un gruppo di ex piloti, preparatori e appassionati, presieduto dal giornalista Lino Ceccarelli, nato con lo scopo di valorizzare il legame con l’autodromo romano.

Simpatico e signorile, faceva giochi di prestigio per far divertire i suoi nipoti e aveva sempre la battuta pronta.

Ci manca il suo sorriso e il modo elegante di salutare. Morì nel 2017, a causa di un’ischemia, ma i viterbesi lo ricordano con grande stima e affetto.

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