Nel Tribunale di Viterbo il primo giardino in Italia curato dai detenuti

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Un giardino curato dai detenuti all’esterno del Palazzo di Giustizia.

Si tratta del primo progetto del genere in Italia ed è stato pensato dalla sinargia tra Tribunale, Procura della Repubblica di Viterbo, Università della Tuscia, Casa Circondariale di Viterbo, Ordine degli avvocati di Viterbo, Unicoop Tirreno e AzzeroCO2.

L’accordo, sottoscritto presso l’Azienda Agraria dell’UNITUS, prevede la riqualificazione dell’area verde esterna del Palazzo di Giustizia di Viterbo attraverso la progettazione e realizzazione di un giardino sostenibile.

L’iniziativa, oltre ad avere finalità di reinserimento, andrà a vantaggio del verde urbano, del contrasto ai cambiamenti climatici e della qualità dell’aria oltre ad avere, appunto, importanti finalità formative.

Il progetto prevede la selezione e messa a dimora di specie arboree, arbustive ed erbacee, adatte alle caratteristiche climatiche dell’area ed  idonee a sottolineare lo scorrere delle stagioni.

Lo spazio verde verrà, inoltre, suddiviso in aree tematiche salvaguardando e valorizzando anche gli esemplari già presenti.

Le fasi di progettazione e gestione saranno accompagnate da attività formative che vedranno il coinvolgimento, oltre che degli studenti dell’Università della Tuscia, anche dei detenuti della Casa Circondariale di Viterbo formati e guidati dal personale dell’Orto Botanico, dell’Azienda Agraria e del DAFNE.

Saranno inclusi nell’iniziativa i detenuti già operanti come giardinieri presso il Palazzo di Giustizia in base ad una precedente convenzione. Tutto il progetto “verde” è stato oggetto della tesi di laurea della neo dottoressa Deila Di Fiordo, discussa qualche giorno fa.

“Con il professor Giuseppe Colla e con i suoi bravissimi collaboratori – dichiara la Maria Rosaria Covelli Presidente del Tribunale – abbiamo fortemente voluto la realizzazione di un progetto unico nel suo genere a cui lavoravamo da tempo.

La vasta area esterna del Palazzo di Giustizia necessitava di cura e manutenzione, attualmente effettuata da due detenuti della Casa Circondariale di Viterbo, in forza di una Convenzione sottoscritta con Casa Circondariale e altri soggetti pubblici e privati due anni fa.

La presente iniziativa si fonda su analoga e proficua collaborazione tra Istituzioni del Territorio e Soggetti pubblici e privati ma aggiunge altri obiettivi e si caratterizza per l’apporto determinante dell’Università della Tuscia e dei promotori di un programma nazionale assai rilevante sotto il profilo ambientale, la Cooperativa Unicoop Tirreno e la società AzzeroCO2.

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