Nella Tuscia il 20% di sanitari contagiati ma per l’assessore regionale sono tutti negativi

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(c)G.Lo Porto

Domenica scorsa, nel generale quadro desolante dei dati sulla diffusione del contagio, una nota positiva, all’apparenza, ha permesso di chiudere in bellezza la giornata.

Secondo l’assessore alla Sanità del Lazio D’Amato, infatti: “A oggi nessun operatore ha contratto il virus in ambiente ospedaliero” nella provincia di Viterbo.

La parole, testuali, sono riportate nero su bianco con un comunicato redatto al termine della quotidiana videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19.

Una dichiarazione che cozza, non poco, con quella che è la drammatica situazione reale registrata nella Tuscia al di là degli sterili bollettini medici.

A Viterbo e provincia, infatti, i casi di infezione da COVID-19 hanno raggiunto il 20% del totale dei contagiati rispetto alla media nazionale del 9%. Solo la Sardegna può vantare, tristemente, un numero maggiore, ovvero il 27%.

Nel frattempo un numero imprecisato di operatori, anche di strutture private, continua ad infettarsi, anche per una colpevole mancanza di presidi adeguati di sicurezza.

Come si spiega allora questa visione completamente divergente tra le parole dell’assessore regionale e la drammatica realtà?

Forse qualcuno ha trascritto male le parole dell’Assessore?

O forse i dati in suo possesso non corrispondono con quelli forniti dalla fonte deputata alla loro diffusione ossia l’Inail?

Oppure infine, ultima ipotesi, la Asl non ha avviato le procedure per il riconoscimento dell’infortunio?

Si tratta di un’eventualità di certo non plausibile, visto che aprirebbe la strada a molteplici, gravissime conseguenze: in primis la mancanza di tutela assicurativa agli operatori sanitari e alle loro famiglie.

Preferiamo quindi ripassare mentalmente, come un mantra, le armoniose parole dell’assessore regionale D’Amato: ” A Viterbo nessun contagio tra gli operatori sanitari”.

 

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