Nessun ripensamento… Camilli spegne le ultime speranze. “No, non ritorno. Viterbo non è città da calcio professionistico!”

1183
viterbese-camilli

Qualche collega inguaribilmente ottimista e speranzoso – oltre che all’affannosa ricerca di un mucchietto di clic in più – aveva audacemente rispolverato lo scenario di un ripensamento di Piero Camilli sulla Viterbese, la creatura che il Comandante ha fatto crescere e prosperare e che ha amaramente deciso di abbandonare per colpa di chi lo avrebbe dovuto sostenere e non lo ha fatto e grazie al regalino finale confezionatogli dalla Lega Calcio, che ha pensato bene di dare credito alla sceneggiata del presidente aretino La Cava e ha assurdamente e duramente punito la società gialloblu’ e il suo vice-presidente. Ebbene, togliamoci dalla mente questo bel sogno privo di radici, resuscitato dopo l’ennesimo tentativo – ieri – di trovare un acquirente degno di questo nome per il club cittadino, ultimo della serie l’ ex-presidente dell’ Avezzano Gianni Paris. Lunedì 24 è il D-day e la Viterbese si sta purtroppo incamminando verso la non iscrizione al campionato di C, verso un traumatico addio – speriamo solo arrivederci – al calcio professionistico. Il suddetto buon samaritano ha disseppellito la pallida speranza di una retromarcia in extremis di Piero Camilli e di un suo salvifico ritorno. Per toglierci ogni dubbio abbiamo girato la domanda al protagonista della vicenda, ma il Comandante è netto. Leggete.

“Caro Piero, è vero che potresti ripensarci e tenere ancora la Viterbese e ripartire? O è solo un pio auspicio o poco più?”
“Guarda, per me è un discorso chiuso. E’ una decisione sofferta e maturata nel tempo. Una decisione presa! Te lo ripeto, Giovanni. Sapendo bene di dare un dispiacere a tanti… Ma non c’è niente da fare. C’ho provato e riprovato, ma non sono un santo. Qualcuno si faccia un esame di coscienza! La verità è che Viterbo non è una città che puo’ avere il calcio professionistico  L’ho detto tante volte. Anche se, ogni volta, mi costa confermarlo. E’ andata così”.
Non aggiunge altro il patron gialloblu’, veterano di mille battaglie. Il “game over” è vicino. Tre giorni e la Viterbese sarà fuori. A meno di un miracolo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui