Il colosso Netflix si candida a diventare la Pravda del pensiero unico: dall'Achille nero al Lupin afro passando per i contenuti lgbt inseriti forzatamente. Quando film e serie-tv diventano strumento di propaganda

Netflix ed il pensiero unico: quando immigrazionismo e teorie gender conquistano le serie-tv

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La società statunitense distributrice di film, serie tv e materiale d’intrattenimento a pagamento nata in California ha abbracciato il pensiero unico facendo vera e propria propaganda ideologica nei contenuti di sua produzione.

In ogni film o serie è presente un protagonista di origini afroamericane e/o un omosessuale, così da abituare tutti gli spettatori internazionali alla quotidianità dell’immigrazionismo e dell’ostentazione delle bandiere lgbt.

Ciò che lascia perplessi, non è tanto la loro presenza in sé ma la forzatura nel voler includere in ogni singolo contenuto multimediale, immigrati con storie strappalacrime e/o sessualità varie, arrivando a contenuti come “Cuties” dove si vedono bambine di undici anni ballare come spogliarelliste con abiti poco adatti alla loro giovane età, arrivando a ricevere critiche durissime come quella di incentivare la pedofilia e subendo un crollo di 9 miliardi in borsa in un solo giorno.

Nella serie tv targata Netflix “Fate” si narra la storia delle celebri “Winx”, serie animata Italiana che parla delle vicissitudini di un gruppo di fate studentesse.
L’adattamento attuale statunitense inserisce un attrice afroamericana per far contenti gli ultras antirazzisti d’oltreoceano. Nella serie “Troy,Fall of a city”, Achille è nero…una distorsione della storia che strizza l’occhio a “Black Lives Matters”. Parliamo della nuova serie “Lupin”, che vede un giovane figlio di immigrati africani ispirarsi alle gesta del celebre ladro Arsenio Lupin.

Nella serie, il protagonista scopre che il padre è stato incastrato per un furto non commesso da un noto personaggio parigino, un uomo bianco di mezz’età con un trascorso negli affari colonialistici del secolo scorso, che tiene in scacco il capo della polizia corrotto, il quale tuttavia ha un giovane agente marocchino “bravo” che intende scoprire la verità a tutti costi.

Riassunto: tutti gli uomini bianchi francesi sono cattivoni e corrotti, gli immigrati combattono per la giustizia e la verità. E’ ormai evidente l’indirizzo politico che questa piattaforma, come tutte le multinazionali, dà ai suoi contenuti, impegnandosi per abituare gli spettatori al modello di società globalizzata che essi sostengono.

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