Obiettivo principe per Chiara Frontini, leader di Viterbo 2020, creare posti di lavoro

“Niente gossip politico, non vogliamo parlare di alleanze ma sfidare la politica sui contenuti”

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Lanciare messaggi anche attraverso i simboli. E’ uno dei tratti distintivi della cifra politica di Chiara Frontini e del suo movimento Viterbo 2020.

Non a caso, infatti, ha convocato un incontro con la stampa il primo giorno del nuovo anno scegliendo come luogo il palazzo crollato nel 2018, ormai tre anni fa, in via Cardinal La Fontaine vicino alla chiesa del Gonfalone.

“Non ci interessa il gossip politico, oggi non parliamo di alleanze. – ha puntualizzato Chiara Frontini – Prima i temi delle persone. Quindi non è chi e come, oggi concentriamoci sugli obiettivi”.

“Il Natale ci ha portato un regalo particolarmente gradito: la fine dell’esperienza fallimentare della giunta Arena”.

Un ‘dono’ in cui la Frontini vede “la possibilità di raccogliere di nuovo una sfida, ancora più importante di quella del 2018, con una seconda chance per Viterbo”.

Alle amministrative di primavera “la città dovrà dimostrare di essere all’altezza cogliendo l’opportunità del Pnrr”.

Un acronimo che, da piano nazionale di ripresa e resilienza, Viterbo 2020 traduce in ‘Per Non Restituire Risorse’.

Un’altra grande sfida è il Giubileo 2025: “Porterà a Roma numeri importanti di pellegrini e visitatori da intercettare affinché vengano anche nella città dei Papi. E ci saranno fondi per implementare la capacità ricettiva”.

Maggiore capacità ricettiva più opportunità di lavoro, è il ragionamento.

Perché proprio lo sviluppo occupazionale è uno dei principali pilastri su cui si incardina l’idea programmatica del movimento.

“Il lavoro dovrà essere al centro di qualsiasi tema sul tavolo del dibattito. Occorre innescare un meccanismo che crei occupazione” afferma con forza Chiara Frontini.

E Alfonso Antoniozzi porta un esempio in merito: “Se l’Unione da teatro ospitante diventa centro di produzione si creano posti di lavoro”.

Un obiettivo principe per Viterbo 2020, che richiede una progettazione complessa. La Frontini ne è consapevole, infatti, sottolinea: “Occorre un’opera di ricucitura con il tessuto sociale, dialogare e muoversi in sinergia con i principali attori della città”.

E il primo cambiamento da apportare è “nel metodo di governare Viterbo. Non dobbiamo caricare a salve le nostre cartucce, concentriamoci sugli obiettivi” è l’esortazione conclusiva.

Presenti all’incontro anche le altre due ex consigliere del movimento Letizia Chiatti e Patrizia Notaristefano, insieme a un gruppo di sostenitori tra cui il presidente del consiglio comunale, nell’era Michelini, Marco Ciorba.

 

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