Chiara Frontini è già al lavoro per il ballottaggio del 26 giugno e rivolge un appello a chi crede che Viterbo possa cambiare

“No ad apparentamenti, sì al dialogo con chi condivide il progetto”

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Chiara come sempre, di nome e di fatto.

Nessun ammiccamento da parte della candidata sindaco del Patto civico Chiara Frontini in vista del ballottaggio del 26 giugno.

“No ad apparentamenti” ribadisce nella conferenza stampa convocata al Gran Caffè Schenardi all’indomani della lunga notte dello spoglio.

“Il Patto civico oggi supera di cinque punti percentuali la sfidante, abbiamo raddoppiato i consensi dei cittadini” evidenzia.

Al primo turno i consensi si sono attestati sopra il 33% ma lei ricorda ancora quel 17,5 al ballottaggio 2018, sfumato per 500 voti.

“Ma noi ci siamo rialzati, abbiamo lavorato incessantemente, siamo cresciuti in numeri e qualità e siamo arrivati a oggi”.

Una lezione di cui ha fatto tesoro: “Abbiamo dimostrato alla città che a volte per vincere non bisogna aver paura di perdere”.

Evidenzia quindi come capiti di rado nella storia di una città “di avere due occasioni in tempi così rapidi. E noi abbiamo tutta l’intenzione di coglierla”.

Quando dice noi, la Frontini non si riferisce solo a se stessa e alla sua squadra ma “anche ai cittadini con i quali la relazione non si è mai interrotta, neanche nei quattro anni all’opposizione”.

Perché “la Città siamo Noi e Noi siamo la Città”.

Tornando sul no agli apparentamenti spiega: “Non si tratta di presunzione ma di tre buoni motivi: per garantire la governabilità della futura squadra di governo, tutelare chi ci ha messo la faccia e dimostrare alla città che il nostro modello di governo unisce, non divide”.

Niente apparentamenti però, traduce la candidata sindaco “non significa non dialogare con gli elettori delle varie realtà. Nessuna chiusura a riccio perché la politica è dialogo”.

Chiude l’incontro lanciando un appello, rivolto ai cittadini che hanno perso fiducia nell’amministrazione ma anche a coloro che al “primo turno hanno scelto una proposta diversa dalla nostra”.

“Chiedo 5 minuti del loro tempo il 26 giugno per mettere la croce sul mio nome e sul Patto civico. E lo chiedo soprattutto a chi crede che Viterbo possa cambiare. Ma il cambiamento ci può essere solo se i viterbesi continueranno a credere in un modello di governo migliore”.

La Frontini poi chiosa: “Il voto al Patto civico non è di protesta ma di credo verso la città”.

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