No al consumo alimentare di carne di cane e gatto: il disegno di legge della Brambilla

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“Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato.” scriveva Arthur Schopenhauer.

Da Argo, cane di Ulisse, che, come raccontò Omero, attese il suo padrone,
prima di morire, ad Hachiko, i cani sono stati sempre simbolo di bontà e fedeltà.

Capita però talvolta di imbattersi nel web in video raccapriccianti in cui si vedono cani uccisi a bastonate, scuoiati vivi per prendere la pelliccia, uccisi per essere mangiati.

In vari Paesi del mondo, come in Cina, Vietnam, Filippine e Corea del Sud il consumo di carne di cane è ancora molto diffuso. Cani e gatti vengono uccisi e cucinati non per una reale necessità, ma perchè si pensa erroneamente che la loro carne abbia particolari effetti benefici.

Alcune razze canine sono allevate appositamente per la macellazione.

Sono circa 30 milioni i cani uccisi ogni anno per l’alimentazione umana (10 milioni solo in Cina!) e finiscono nei piatti dopo indicibili sofferenze, alimentando anche traffici illeciti e immorali.

In molti paesi occidentali, il consumo di carne di cane e gatto è generalmente ritenuto offensivo. In Italia, non ci sono prove che tali docili animali vengano usati in cucina.

I cani e i gatti, infatti, sono creature emotive e amichevoli nei confronti dell’uomo e sono, generalmente, amati e rispettati.

Nella cultura ebraica, così come in quella islamica, il consumo di cane è proibito dalle leggi alimentari islamiche e dalle regole ebraiche del Casherut.

Al contrario, ogni anno, una minoranza etnica, nella città cinese di Yulin, tiene il Yulin Dog Day, un festival della carne canina, veramente raccapricciante.

L’on. Michela Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia e presidente dell’intergruppo per i diritti degli animali, ha presentato oggi a Roma un disegno di legge sul divieto di macellare cani e gatti, di commercializzare le loro carni e di consumarle.

Non solo: il disegno di legge prevede la reclusione da due mesi a un anno e con una multa che va dai 2mila ai 50mila euro chi uccide questi animali e, a seconda dei casi, potrà essere applicata la fattispecie dell’art.544 bis, quello sull’uccisione di animali, che stabilisce un periodo di reclusione doppio, ovvero da 4 mesi a 2 anni, se esiste il presupposto di crudeltà o senza necessità dell’uccisione.

Questa iniziativa si inserisce in un quadro di mobilitazione internazionale contro il consumo della carne di cane, promossa dalla World Dog Alliance, della quale fa parte anche la Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente (Leidaa), di cui la Brambilla è presidente.

Questa scelta culinaria per la Brambilla e per chi ama gatti e cani dev’essere assolutamente abolita.

1 commento

  1. Il karma…. i cinesi non hanno rispetto per i nostri amici a 4 zampe…e nulla avviene per caso. Ora la superpotenza ci chiede aiuto… io ho una mia idea, e non la divulgo per evitare le immancabili polemiche!!!!

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