No al deposito scorie nucleari: oggi l’incontro a Tuscania, a tre giorni dal seminario Sogin

Alle ore 17 al Teatro Rivellino, si può seguire anche tramite social

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“Il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e la Tuscia: opposizione unanime” è l’oggetto di un nuovo incontro fra Sindaci, Comitati e imprenditori per una strategia comune di fermo diniego.

Dopo il seminario di inizio ottobre in Provincia, che ha acceso una luce sull’imminente scelta della Sogin in funzione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), e prima del seminario relativo alla regione Lazio (di fatto alla Tuscia), si svolgerà un secondo appuntamento, che vanta il patrocinio del Comune di Tuscania, al Teatro Il Rivellino questo pomeriggio alle ore 17.

A presiedere il tavolo di lavoro sarà Fabio Bartolacci, sindaco di Tuscania, che coinvolgerà nella discussione le realtà coinvolte: i comitati per la salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia, Montalto Futura – per la salvaguardia del territorio di Montalto e della Tuscia, Maremma Viva, Verde Tuscia, Aree interne Alta Tuscia – antica città di Castro, le associazioni Italiana Cultura e sport Aics (sez. Viterbo), Italia Nostra (sez. Tarquinia) e Pro loco Gallese, il Sovrano Militare Ordine di Malta, la Federalberghi Viterbo e Confagricoltura Viterbo.

Il programma prevede il saluto istituzionale del Presidente e un’introduzione sul quadro normativo proposta dal professore Angelo Di Giorgio e dall’avvocato Francesco Rosi, interventi che illustreranno i motivi dell’opposizione al Seminario Nazionale e le possibili iniziative dopo la CNAPI e la CNAI, anche alla luce di un nuovo documento pubblicato solamente il mese scorso.

Il dibattito che coinvolgerà i soggetti promotori porterà all’individuazione di strategia d’opposizione, mirata alla ricerca di una via comune e alle iniziative da proporre, attraverso idee ed esperienze esposte.

Invitando la popolazione a partecipare, tra i tanti argomenti l’avvocato Rosi ne individua due: “Ricordo che non si può fare un impianto di smaltimento in superficie, coinvolgendo quattro diverse intensità radioattive, dalla bassissima alla bassa, alla media fino all’alta, che sarebbero trattate allo stesso modo, una cosa impensabile. A questo aggiungo che l’aggettivo ‘temporaneo’ utilizzato per medie ed alte non trova alcuna giustificazione dal punto di vista tecnico. Basterebbero questi elementi per non far passare la scelta sulla Tuscia, e non solo aggiungo. Inoltre semanticamente è impossibile associare il concetto di ‘temporaneo’ ad un lasso temporale di 50 o 100 anni. Torneremo a dire che è una scelta incompatibile con questo territorio, anzi che va cancellata interamente e l’opposizione unanime di sabato lo sottolineerà e dimostrerà ancora”.

L’incontro sarà trasmesso sulla pagina Fb NoscorienucleariTuscia https://www.facebook.com/noscorienuclearituscia

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