Dopo la sentenza del TAR che ha dato ragione al ricorso degli ambientalisti

No all’alt del completamento della Orte-Civitavecchia. Unità dei nostri territori per dire no alla beffa!

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È questo, a due giorni dal voto in venti Comuni della provincia viterbese, il momento di dimostrare unità al di là del colore politico, di serrare le fila e di premere compatti sulle istituzioni. Unità, dicevamo, per non mancare per l’ ennesima volta l’ appuntamento con un obiettivo agognato e vitale per l’ intera Tuscia e il litorale civitavecchiese.

Il direttore Giovanni Masotti

Parliamo del completamento della Orte-Civitavecchia, diciotto chilometri che restano da realizzare e – cosi’ stando le cose – impediscono invece l’ ultimazione della superstrada e tagliano fuori i nostri territori dal collegamento con l’ Adriatico (Ancona, Ravenna, Mestre). Perché occorre questa grande mobilitazione? Per il fulmine a ciel sereno costituito dalla sentenza del TAR, che – accogliendo il ricorso delle associazioni ambientaliste – ha bloccato il lavoro che avrebbe reso la Orte-Civitavecchia, una volta ultimata, pronta a servire da volano a realtà importanti come il porto di Civitavecchia e l’ Interporto Centro Italia di Orte, che vedrebbero aumentare a dismisura il loro volume di attività con ripercussioni virtuose per il nostro turismo e la nostra economia. Non stiamo qui a discettare dell’ opportunità della sentenza del TAR che ha dato ragione alle istanze verdi.

Vogliamo che i nostri Comuni bussino con decisione alla porta della Regione e del governo per scongiurare quella che sarebbe una penalizzazione assurda per la nostra area, già indietro per molti altri motivi. Unità dunque – lo ripetiamo per la terza volta – perchè venga sventato un danno inimmaginabile per una provincia già carente di infrastrutture e poco attenta a intercettare le correnti turistiche, tranne casi brillanti come quello di Civita Bagnoregio. Insomma, non si può per nessun motivo rinunciare al completamento della Orte-Civitavecchia. Questa opera s’ ha da fare per ridare slancio a un territorio finora trascurato e ingiustamente dimenticato.

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