Al via i lavori, finanziati dalla Regione, per un muro di cemento lungo un chilometro e alto tre metri per contenere le esondazioni

No all’ecomostro sul fiume Fiora, Caci: “Danno irreparabile per l’ambiente e per l’economia locale”

149
Il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci

No al muro, sì alle paratie mobili sul Fiora. 

Monta la polemica a Montalto di Castro con la partenza del cantiere che deve realizzare un ecomostro che deturperà, in modo irreparabile, il paesaggio. 

Un muro di cemento lungo un chilometro e alto tre metri su cui la Regione non intende sentire ragioni, nonostante le richieste di modifiche giunte a ottobre dall’amministrazione comunale.

Sulla vicenda è stata anche presentata un’interrogazione alla Camera dal deputato Fdi Rotelli che si è anche appellato a Zingaretti affinché blocchi e riveda l’intervento.

Tutto parte nel lontano 2012, a seguito dell’alluvione che disastrò Montalto Marina. 

Per capirne di più abbiamo sentito Sergio Caci, all’epoca dei fatti al suo primo mandato da sindaco.

“In realtà – spiega – la Regione allora ha accolto in parte le nostre osservazioni tanto che nella parte finale, la parte di utilizzo pubblico, l’argine è abbassato, il muretto è di un metro e mezzo e c’è la paratia mobile che durante l’estate, o comunque nella stagione non di piena, viene abbassata dando la possibilità anche di usufruire di una vista paesaggistica del fiume”.

“Il muro di cemento armato è stato lasciato alto dalla parte dei privati, dove insiste il circolo nautico e un altro rimessaggio ma, oltre che brutto, danneggia pure l’economia. Al momento, all’interno del fiume Fiora sono ormeggiate circa 350-400 barche e se anche solo duecento dovessero andarsene sarebbe un danno notevole per le varie attività della zona e per tutta l’economia che gira attorno al diportismo”.

Per quanto riguarda i rapporti con l’ente regionale afferma che “i contatti proseguono, anche se la Regione ha bocciato l’idea delle paratie mobili contenuta nella lettera inviata a ottobre dal Comune”.

Caci ribadisce la necessità ora di ulteriori modifiche “visto che iniziano i lavori si sta cercando di approfittare di questo ulteriore momento per apportare modifiche anche dall’altra parte, più a monte dell’argine”.

Replica poi a chi lo accusa che da sindaco non si è mosso: “Io come primo cittadino per l’amministrazione passata così come quella di adesso (la stessa ma con un sindaco facente funzioni a causa di quello che Caci definisce un “incidente di percorso” ndr) abbiamo come priorità la sicurezza di Montalto Marina perché non si verifichi più l’alluvione del 2012. Un disastro, costato 9 milioni di euro per ripristinare tutto quanto con un ritorno di soli due milioni da parte degli enti pubblici”.

E sul suo voto favorevole alla conferenza dei servizi per la realizzazione dell’argine spiega: “Nel mio primo mandato ci insediammo a maggio 2012 e a novembre ci fu l’alluvione. La Regione accelerò quindi sull’argine e si tenne la conferenza dei servizi in cui chiesi delle modifiche. Ho votato sì ma anche se non l’avessi fatto l’argine sarebbe stato realizzato ugualmente perché il Comune può esprimere solo un parere consultivo non di voto. Scegliemmo quindi di dare parere positivo perché, in virtù di quell’evento disastroso, ci rendemmo conto del pericolo e della necessità di un argine, ponendo però delle prescrizioni”.

Sulla levata di scudi di questi giorni dichiara che la “situazione è meno aggressiva di come emerge dai giornali e dai post” e lo dice dopo essere appena uscito da una riunione in cui è stato affrontato il problema. Qualcuno sembra aver lanciato l’idea di manifestare sotto la Regione.

Caci propende maggiormente per un colloquio sereno tra Comune e Pisana anche se ammette “che un po’ di movimento può servire a invogliare qualcuno a prendere determinate decisioni”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui