L'incontro organizzato in concomitanza all'inizio lavori del seminario nazionale Sogin

No scorie, ieri la prima riunione ufficiale dei comitati della Tuscia contro il deposito nazionale

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“Il 7 settembre si è svolta la prima riunione ufficiale dei Comitati e delle Associazioni della provincia di Viterbo in vista dell’apertura dei lavori del Seminario Nazionale indetto da Sogin per la discussione della CNAPI, Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad accogliere il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e dell’annesso Parco Tecnologico”.

Ad annunciarlo è Rodolfo Ridolfi, presidente NO.SCORIE Tuscia.

“Il seminario nazionale è una tappa fondamentale dell’attuazione del Programma Nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi ed è finalizzato alla discussione fra Sogin, Enti Istituzionali, Comitati, Associazioni e singoli cittadini allo scopo di identificare in maniera condivisa il sito che ospiterà il deposito nazionale e il parco tecnologico.

Si tratta di un evento della massima rilevanza in quanto è l’unica fase in cui è possibile essere eliminati dalla lista delle aree potenzialmente idonee oppure di manifestare il proprio interesse ad ospitare la struttura del deposito.

La lista delle 67 aree potenzialmente idonee identificate nella CNAPI prevede una inquietante

concentrazione nella Regione Lazio ed in particolare nella provincia di Viterbo, che da sola ne include 22 con le migliori credenziali di idoneità rispetto alle altre distribuite nel territorio nazionale secondo i criteri adottati da Sogin per la individuazione e classificazione delle aree idonee.

A partire dal mese di gennaio, subito dopo la pubblicazione della CNAPI, è stato possibile analizzare la documentazione messa a disposizione della Sogin e da subito sono emerse perplessità circa l’operato e le conclusioni dell’Ente.

In particolare le maggiori criticità sono state evidenziate nella metodologia adottata da Sogin per la classificazione delle aree, nella incongruenza fra legislazione e predisposizione del Programma Nazionale sullo smaltimento dei rifiuti che include irragionevolmente quelli ad alta attività, nella carenza di valutazioni sul problema della tutela della salute e delle economie locali.

Il risultato è stata l’emissione di una CNAPI giudicata inadeguata unanimemente da tutti i portatori di interesse della Provincia di Viterbo, dalle Istituzioni ai Comitati ai privati. Stessa posizione è stata assunta anche dalla Regione Lazio e dal MIBAC, dall’ordine dei Medici della provincia di Viterbo e da altre associazioni nazionali ambientaliste.

Oltre 200 stakeolders hanno presentato osservazioni su tutto il territorio nazionale, oltre trenta appartengono alla provincia di Viterbo. Questi sono rappresentati da 13 Comuni, 10 fra Comitati e Associazioni, i restanti fra enti di caratura nazionale.

I comitati e le associazioni hanno ritenuto necessario creare un coordinamento sulla base della comune visione del problema e sulla base della necessità di ottimizzare gli interventi durante il Seminario, dato il limitato spazio in termini di tempo e di eventuale discussione messo a disposizione da Sogin per le singole osservazioni.

Lo scopo è quello di trarre il massimo risultato da una iniziativa, il Seminario, che potrebbe risolversi in un evento improduttivo, fortemente limitato dal fatto che la Sogin è contemporaneamente giudice e accusato (dalle osservazioni) e unico autoreferenziale conduttore dell’evento.

L’auspicio è che si tratti di un confronto leale e che si possa arrivare a conclusioni oggettive e tali da consentire come è nella convinzione di coloro che hanno presentato le osservazioni di eliminare dalla CNAPI i Comuni della provincia di Viterbo.

I Comitati concordano nel seguire compatti tutto l’iter della CNAPI e delle fasi successive ricorrendo a tutte le iniziative atte a tutelare gli interessi del territorio della Tuscia e delle popolazioni locali, non ultimo il ricorso agli enti giudicanti.

Questo atteggiamento non è riconducibile al mero e trito concetto della sindrome di Nimby (not in my back yard, non nel mio giardino. Sindrome antiscientifica alimentata dalla paura delle conseguenze della realizzazione di un impianto industriale) ma è basato su solide basi documentali, prodotte da professionisti, accademici ed esperti qualificati dei vari settori di interesse .

L’azione concordata e coordinata deriva dalla fondamentale considerazione che la tutela deve essere estesa a tutta la Provincia, nella convinzione che la eventuale realizzazione del deposito e del parco tecnologico in uno qualsiasi dei Comuni della Provincia arrecherebbe danni irreversibili per l’intera Tuscia. Infatti, i comitati concordano che la scelta di qualsiasi luogo della Tuscia comporterebbe gravi danni economici all’intera immagine di una provincia a vocazione agricola e turistica, priva di altre risorse e di sviluppo industriale, ma che lentamente si sta risollevando con colture agricole specializzate e promuovendo le sue bellezze.

I Comitati proponenti sono: il Comitato Montalto Futura; Maremma Viva; Tuscia Verde; Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Corchiano e della Tuscia; Associazione Italiana Cultura e Sport-sezione della provincia di Viterbo.

L’Ordine Militare di Malta e la Proloco di Gallese hanno manifestato il proprio interesse per iniziative concordate con i Comitati.

Alla riunione hanno inoltre partecipato rappresentanti di Federalberghi di Viterbo e Confagricoltra di Viterbo e Rieti.

Il prossimo incontro avverrà entro la fine di settembre nella sede istituzionale della Provincia di Viterbo con la partecipazione dei Comuni e delle rappresentanze delle categorie imprenditoriali di maggiore rilievo al fine di allargare il consenso e predisporre le opportune iniziative atte a fronteggiare le decisioni della Sogin sulla base della comune convinzione dell’inadeguatezza delle sue scelte”.

 

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