Nocciole. il Tar dà ragione ai produttori: via libera a nuove coltivazioni

Il divieto imposto dal comune di Grotte di Castro è stato ritenuto privo di base scientifica. La sentenza ora rischia di creare un precedente

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Grotte di Castro, via alla semina di nuove piante di nocciole.

Lo stop alle coltivazioni era stato imposto, lo scorso mese di aprile, dal Comune che, con un’ordinanza, aveva disposto il divieto in relazione ai possibili danni ambientali imputati alla monocoltura.

Una decisione che, all’epoca, fece molto discutere per le limitazioni imposte all’iniziativa imprenditoriale ma che, tuttavia venne replicata anche in molti altri paesi della Tuscia, a partire da Bolsena.

Ora l’epilogo imprevisto arrivato con la sentenza del Tar che rischia di scompaginare, nuovamente, tutti gli assetti e che è stato comunicato  dal presidente dell’associazione di produttori Assofrutta.

“Assofrutti, in persona del presidente Pompeo Mascagna, comunica che nella giornata di mercoledì 27 novembre il Tar del Lazio ha accolto il ricorso cautelare presentato dalla organizzazione di produttori avverso la ordinanza n. 16 del 9.4.2019, del Comune di Grotte di Castro, con cui era stato imposto il divieto di realizzare nuovi impianti di noccioleti nel territorio comunale, in relazione a possibili danni ambientali derivanti dall’uso di antiparassitari, diserbanti e con asserito eccessivo consumo di acqua.

Nella propria decisione, il Tribunale amministrativo ha accolto in pieno le tesi dell’organizzazione di produttori, difesa dagli avvocati Andrea Labasi ed Eleonora Schneider, in cui si erano evidenziate le carenze di una istruttoria priva di una seria base scientifica, dalla quale non era dato ricavare per quali ragioni le coltivazioni dei noccioleti potrebbero nuocere all’ambiente nonché la grave vulnerazione della libertà di iniziativa economica privata.

In tal modo l’Assofrutti esprime la soddisfazione per un significativo riconoscimento in sede giurisdizionale della propria volontà di promuovere un’attività produttiva rispettosa delle norme poste a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini con importanti impatti positivi sull’economia delle zone interessate”.

La sentenza, inevitabilmente, creerà un precedente e rischia di riaccendersi dunque, la battaglia incrociate sulle nocciole.

Da una parte le associazioni ambientaliste e dall’altra i produttori.

Chi finirà per avere la meglio?

 

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