Noccioleti, Lagovivo dice “no” alla logica del profitto a danno dell’ambiente

L’associazione approva i divieti di coltivazione dei sindaci. E bacchetta la Regione: “Basta con gli incentivi indiscriminati”

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l tema della coltura delle nocciole ha preso un posto di rilievo nel dibattito provinciale. Incontri, conferenze e interventi su stampa e social: sindaci, ambientalisti, imprenditori, vescovo e semplici cittadini discutono sull’eterno conflitto tra profitto e salvaguardia della natura.

Ecco l’intervento di Renato Mezzetti, attivista dell’associazione Lago di Bolsena vivo: “I sindaci dei comuni del bacino del lago di Bolsena, tranne quello di San Lorenzo nuovo, hanno deciso di emettere ordinanze di divieto di coltivazione della nocciola sui propri territori. Il sindaco Paolo Equitani ha usato il luogo comune “meglio prevenire che curare”, quanto mai appropriato visto lo stato comatoso del lago di Vico a causa di queste colture intensive e fino a ieri incontrollate. Il professor Giuseppe Nascetti, ecologo dell’università di Viterbo, in uno studio analitico di qualche anno fa ribadisce che il lago di Vico è stato inquinato a causa della coltivazione intensiva dei noccioleti. Spiega che riproporre a Bolsena una monocoltura come quella di Vico è un’idiozia: può essere proposta solo seguendo un metodo ecologico rispettoso cioè degli ecosistemi. Una prospettiva che offre meno produttività e maggiori costi, ecco perché non attuata”.

Mezzetti si rifà al recente incontro in Provincia di Fabiano Crucianelli (Biodistretto della Via Amerina e delle forre) e della dottoressa Antonella Litta (associazione Medici per l’ambiente), che hanno rincarato la dose con osservazioni ambientali e relazioni sanitarie sulla già pesante situazione provocata dalla coltivazione intensiva delle nocciole. Di opposto avviso il sindaco di Caprarola e presidente della Comunità montana dei Cimini, Eugenio Stelliferi: “Stelliferi ci informa che, al contrario i quanto asserisce la comunità scientifica, la situazione è sotto controllo – riprende Mezzetti -. Che gli agricoltori usano sempre più concimi a lento rilascio e minori quantità di diserbanti e pesticidi. Ci informa che gli agricoltori se la passano bene e che quelli dei comuni dei Volsini potrebbero fare altrettanto. A mio giudizio la conferenza di Stelliferi si attiene al principio per cui noi stiamo bene e non venite a disturbare i nostri profitti”.

Per l’ambientalista ci sono alcune “perversioni” che vanno sanate: “La Regione Lazio incentiva lautamente la coltivazione delle nocciole e per cinque anni prescrive tipi di interventi a tutela dell’ambiente; ma la pianta produce dopo 6/10 anni. Con tali incentivi si spendono fondi pubblici a esclusivo beneficio dei coltivatori e con l’intento di aiutare l’economia agricola e l’utilizzo dei campi non coltivati, dopodiché le nocciole prendono il largo senza lasciare benefici importanti per l’occupazione stabile. Quindi si tornerà a chiedere fondi pubblici per disinquinare e per curare i territori e la salute dei cittadini”. Per l’ambientalista è un circolo vizioso.

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