Noccioleti nel lago di Bolsena, il freno della soprintendenza

Ambientalisti plaudono agli "avvertimenti" arrivati ai sindaci: "Interventi coraggiosi da parte delle Belle arti"

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Lago di Bolsena

Un freno della soprintendenza ai noccioleti. Gli ambientalisti di Bolsena lago d’Europa, salutano così l’ultimo avviso delle Belle arti ai sindaci interessati alle colture intensive delle “nocchie”.
“La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, per l’area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale – dicono da Bleu – ha recentemente inviato una lettera circolare alla Regione, alla Provincia e a numerosi comuni della Tuscia, relativa ai ‘provvedimenti di autorizzazione in merito alla sostituzione di colture tradizionali con impianti di nocciole’”.

La soprintendenza lancia un “avvertimento”, una via di mezzo tra un cartellino giallo e un campanello d’allarme: “In due casi, e in osservanza del codice dei beni culturali e del paesaggio e del Ptpr del Lazio (Piano territoriale paesistico regionale) – aggiungono gli ambientalisti -, la soprintendenza avverte che si rende necessaria l’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica”. Ecco i due casi in cui gli enti locali devono chiedere alla soprintendenza l’autorizzazione.

Uno. “Quando i noccioli siano impiantati in ‘aree della Tuscia riconosciute beni paesaggistici di interesse archeologico’, dato che ‘le lavorazioni assai pesanti, veri e propri scassi che raggiungono una profondità spesso di molto superiore al metro’ e rischiano ‘di danneggiare gravemente le preesistenze celate nel sottosuolo e oggetto di tutela’ (vedere il codice dei beni culturali e del paesaggio, articoli 146 e 160 e seguenti per le sanzioni)”.
Due. Quando – ricordano da Bleu – “gli impianti di noccioli, ‘essenze non autoctone e palesemente non storicizzate’, vengano sostituiti alle tradizionali colture come quelle dell’olivo (con specie autoctone di elevato pregio), all’interno di aree classificate come paesaggio agrario di rilevante valore e/o ‘paesaggio agrario di valore’; secondo il parere della soprintendenza, ‘tali colture, oltre a comportare rischi per le locali produzioni di eccellenza, adducono una inevitabile alterazione dei caratteri identitari del paesaggio agrario e fondiario’”.

Insomma, semplificando concetti articolati, le colture dei noccioleti sono invadenti: “Le lavorazioni sono assai pesanti: veri e propri scassi del suolo”. Inoltre, i noccioli prendono il posto degli olivi, che sono un “valore” aggiunto “del paesaggio agrario”.
Da qui, gli ambientalisti di Bolsena lago d’Europa ringraziano la soprintendenza: “Salutiamo questo chiarimento, a firma del funzionario archeologo Maria Letizia Arancio e della soprintendente Margherita Eichberg, quale importante contributo alla salvaguardia del nostro patrimonio culturale e paesaggistico. E ci auguriamo che sia sufficiente a impedire ulteriori danni irreversibili, come quelli già arrecati al patrimonio archeologico di Bisenzio nel Comune di Capodimonte”.

Infine: “In questi ultimi mesi abbiamo assistito a diversi coraggiosi interventi delle soprintendenze per la tutela del territorio italiano, scrigno di tesori e bellezze paesaggistiche; ricordiamo ad esempio l’azione per arginare l’incremento esponenziale di occupazione di suolo agricolo con impianti fotovoltaici e l’emanazione di pareri negativi alla realizzazione di impianti geotermici”.

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