Speciale giornata mondiale contro la violenza sulle donne

“Noi non ci arrendiamo”: tanti gli ospiti e le testimonianze contro la violenza di genere

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I numeri sono quelli di una guerra. Una guerra non dichiarata, a volte nascosta. Migliaia di donne ogni giorno subiscono violenze fisiche e psicologiche, maltrattamenti, o muoiono a causa di violenza. Ma noi “Non ci arrendiamo!”.

Presso la Sala Regia del Comune di Viterbo, gremita e attenta, ieri, 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si è svolto, dalle ore 15,30, un incontro molto importante, introdotto dal presidente dell’Associazione Juppiter Salvatore Regoli.

Tanto rosso nella sala: nelle opere d’arte create da artigiane locali, nei quadri e nelle foto esposte, negli indumenti delle donne presenti. Rosso come il sangue di tante, troppe donne in questa assurda “guerra”. La conferenza inizia con la proiezione di un video in una donna chiede aiuto. Quante vittime hanno chiesto aiuto, prima di morire, prima di accettare l’ultimo incontro. Invano! Molte altre non hanno avuto il coraggio di farlo. Ma c’è un segnale positivo: ultimamente le donne si sentono più protette e rassicurate dalle istituzioni, da polizia e carabinieri, dal tribunale e denunciano. A Viterbo, in particolare, molto si è fatto e si continua a fare. Il sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena ricorda che i casi di violenza sulle donne sono tanti e di diverso genere, ma ci sono tante novità che possono aiutare le donne a NON ARRENDERSI!

Presenti in sala, fra gli altri, Il Presidente del Tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli, il questore Massimo Macera, il Comandante Provinciale dei Carabinieri col.Andrea Antonazzo, l’assessore ai Servizi Sociali della Regione Lazio Alessandra Troncarelli, gli assessori Antonella Sberna e Alessia Mancini, i consiglieri comunali Elisa Cepparotti e Massimo Erbetti, il dott. Domenico Aruzzolo, i rappresentanti della Scuola sottufficiali dell’Esercito, la dirigente scolastica prof.ssa Simonetta Pachella, i rappresentanti della Asl e di varie associazioni, gli allievi del corso per “operatore della ceramica” della Cna Sostenibile: Lucia Maria Arena, della Antica Legatoria Viali, Patrizia Bernini-Sartoria Cavour, Cinzia Chiulli, Percorsi Artistici, Sandra Constantini Ferro Vivo, Elisa Formicola di Aquaruba, Futurlegno,Daniela Lai Bottega d’Arte, Maria Olimpia Orsalini Carpe Florem- Paola Raimondini.Tutti uniti, perchè è nostro compito segnalare situazioni a rischio, intervenire, proteggere. Nessuno escluso!

Non tutti lo fanno: spesso la violenza avviene nei condomini, per strada; molti ne sono al corrente, ma non la segnalano. Le creazioni dei ragazzi dell’Istituto Orioli di Viterbo, realizzate grazie anche alla sensibilità della preside Pachella, dimostrano che è dai giovani che bisogna partire, dall’educazione sentimentale, dalla didattica delle emozioni.

Antonella Sberna

Antonella Sberna ricorda che dovremmo essere “tutti d’un sentimento” a tutela delle donne nei nostri territori. Si aprirà un centro antiviolenza a Viterbo, grazie anche alla Regione Lazio. Si individueranno partner e strutture al fine di attivare le procedure per rendere attivo questo centro, del quale, per proteggere le donne ospitate, non si potrà conoscere l’indirizzo.

Tutti uniti: tribunale, istituzioni, forze dell’ordine, scuole per creare una rete di protezione per chi subisce violenza; per sensibilizzare al rispetto; per promuovere un’educazione emotiva. Sono tante le forme di violenza: dal bullismo, al cyberbullismo, alle percosse, a violenze psicologiche. È necessario pertanto un rafforzamento dei laboratori Asl, degli sportelli d’ascolto, un maggior coinvolgimento delle scuole, un orientamento a 360 gradi nella comunicazione, associazioni di volontariato che operino in sinergia, come sottolinea anche l’assessore Troncarelli.

All’interno della caserma dei Carabinieri di Viterbo c’è una stanza dedicata all’ascolto delle donne vittime di violenza; così in Questura, per garantire la massima riservatezza e un aiuto concreto. L’assessore Mancini fa riferimento, nel suo intervento, alle scarpe rosse e le opere d’arte realizzate a mano dagli artigiani e dai ragazzi dell’ Istituto Orioli, come le scarpette di Cenerentola macchiate di sangue.

Presidente del tribunale Dott.ssa Covelli

Il presidente del tribunale, Maria Rosaria Covelli, fa presente che c’è una grande attenzione di tipo giuridico-giudiziario, ma la prospettiva deve essere quella della prevenzione, a cominciare – ribadisce- dalle scuole e dalle famiglie.
C’è un Codice rosso: Viterbo e la Tuscia hanno stipulato un protocollo con la Asl intitolato “Non abbiate paura”; convenzioni con le Forze dell’Ordine, con l’Ordine degli avvocati, soprattutto per combattere la violenza, non solo fisica, ma quella più sottile, psicologica, che stenta ad emergere, e la violenza economica, la dipendenza che dà subordinazione. È necessario aiutare le donne e farsi aiutare. Grandi apprezzamenti vengono espressi per la prof.ssa Pachella per il coinvolgimento dei giovani allievi alla delicata tematica e per la sensibilità dimostrata. I giovani recano positività e speranza nella rieducazione dell’uomo. Un plauso anche al Sindaco di Viterbo per aver promosso questa importante iniziativa di sensibilizzazione nei confronti di un problema che spaventa. Anche altri comuni della Tuscia si stanno attivando per creare una rete, nella quale sarà Indispensabile il coinvolgimento dei giovani. Non ci arrendiamo!

Il questore Massimo Macera

Il questore Massimo Macera parla del concorso “A Silvia”. Dice:” Viterbo ha visto un aumento di reati di violenza sessuale, di percosse, ma ci sono state più denunce, quindi il fenomeno è emerso. Il dato forse non è così negativo, perchè prima le violenze subite erano spesso taciute”. Il Questore chiede al pubblico:” Chi di voi ha mai visto una donna percossa, con lesioni, ecchimosi?”. Sulla Sala Regia scende il silenzio.
Lui le ha viste, quelle donne umiliate e percosse; donne, con la loro fierezza, ma che talvolta cercano di celare, di nascondere, di proteggere ciò che qualcuno ha spento, fino a quando emerge il dramma dell’ultimo incontro. Il questore ricorda anche il protocollo EVA.
È importante fare una legge e farla funzionare. Bisogna dare priorità al reato per prevenire e punire Il Questore ha la potestà di ammonire. Ogni volta che firma un un ammonimento, ha paura di far nascere una reazione ancora più violenta, difficile da prevedere. Si confronta con la squadra mobile, con la polizia.
La Polizia di Stato è presente nelle scuole per collaborare con i docenti e incrementare l’attività sociale di prevenzione. È stato attivato un concorso importante “Pretendiamo legalità” che coinvolge le istituzioni scolastiche. Le forze dell’ordine sono con le donne e con chiunque subisca violenza. Serena Caporale propone un toccante brano di Edoardo Bennato “La Fata”, che scuote le corde dell’anima, come i video che vengono proiettati, fra i quali quello del progetto “Educhiamo l’amore”.

La mostra fotografica

È stata creata anche un’app contro la violenza. “Chiamarlo amore non si può” è lo slogan, perchè amare non significa possedere.Bisogna anche “Educare alla diversità”, come ricordano Luigia Melaragni e la dott.ssa Simonetta Pachella.

Davvero coinvolgente la mostra fotografica “Storie di violenza dall’obiettivo alla narrazione”, promossa dall’ associazione Kyanos. La presidente di Kyanos, Marta Nori afferma che l’idea della mostra fotografica di Daniele Camilli nacque due anni fa e ricorda che ci sono anche uomini maltrattati.

I dati dicono che, nel 2018, una ragazza su 20 dai 13 ai 17 è stata aggredita dal fidanzato; 1 su 5 ha subito scenate per come era vestita. Molte purtroppo perdonano. Si dà lettura poi di toccanti monologhi di un poeta di Firenze.

Eleonora Faccenda e Simonetta Taucci

La dott.ssa Taucci, psicologa della Asl, parla del Codice Rosa. Con la prima delibera 8 marzo 2016 ha visto la procedura intraospedaliera accogliere le donne con garanzie e tutele che prima non avevano, in pieno anonimato. Eleonora Faccenda del consultorio di Viterbo, ostetrica, ha il ruolo di accogliere e accompagnare le donne vittime di violenza in un percorso che possa lenire il dolore in un’ottica di attenzione medica, sanitaria e di ascolto, con riservatezza Protocollo.
Al telefono della reperibilità risponde una psicologa. È 3926473807 : il numero del protocollo di aiuto.

“Io non ho paura!” canta Fiorella Mannoia in un video. In tanti occhi purtroppo ci sono ancora le stesse paure, ma tutti insieme, in rete, partendo dall’educazione emotiva dei giovani e con l’aiuto delle istituzioni, potremmo forse superarla.

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