Non ci sono soldi, il C.oba.l.b. chiude

Il Co.ba.l.p. (Consiglio Bacino Lago di Bolsena) ha debiti per oltre 4milioni di euro. La sua chiusura mette a repentaglio la purezza delle acque.

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Lago di Bolsena

Quando negli anni ’90 del secolo scorso nacque il Co.ba.l.b. (Consorzio Bacino Lago di Bolsena), ente pubblico partecipato dalla Provincia di Viterbo e dei 9 comuni limitrofi al lago, per gestire l’anello circumlacuale di raccolta acque reflue delle popolazioni residenti nel bacino del Lago di Bolsena, sembrò che finalmente il problema degli scarichi nelle acque del lago si fosse risolto. Adesso, invece, pare proprio di no.

Il mancato funzionamento di uno degli impianti di sollevamento e pompaggio determina proprio quell’inquinamento che l’opera doveva scongiurare. Infatti, l’inefficienza di una stazione di pompaggio rende possibile l’accumulo concentrato di scarico liquami nel bacino del lago ed è appunto quello che accade alla SS n.9 in località Grancaro. Quella famosa per i ritrovamenti archeologici subacquei dell’Ing. Fioravanti.

Stesso problema sulla SS 20 di Marta che determina inquinamento del fiume omonimo.

Dall’autunno scorso i membri del Consorzio (Provincia e Comuni) hanno deliberato la chiusura per mancanza di fondi, che reclamati alla regione Lazio da anni – ormai dieci – non pervengono. La Pisana propose l’annessione del Consorzio alla Talete, ma questo non è ancora avvenuto ed ad oggi il Co.ba.l.p. ha debiti per oltre 4milioni di euro.

L’attuale direttore Massimo Pierini va giù pesante nei confronti dei comuni che non vollero entrare in Talete, quindi ne impedirono la fusione, ed è per questo fatto che deriva il dissesto del consorzio impossibilitato far fronte ad enormi spese solo con la fiscalità generale.

Tra un’indagine della Procura, un’interrogazione alla Regione da parte della consigliera del Movimento 5 Stelle Blasi e rapporti di Legambiente sulle condizioni delle acque del Lago, si resta in attesa del completamento di opere di manutenzione con fondi comunque scarsi rispetto alle opere da eseguire.

Il budget di un 1milione e 600mila euro programmato oltre sei anni fa non è più sufficiente a causa dell’aumentato degrado di ogni impianto. Chi ne fa le spese è la purezza delle acque del Lago di Bolsena e del Fiume Marta. Il danno al turismo è servito.

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