“Non è il 3 settembre senza Trasporto, ma sono mancati coraggio e volontà di effettuarlo”

Chiara Frontini stigmatizza la decisione del Comune: "L'esposizione in piazza un palliativo, si poteva fare di più"

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Ieri sera l’accensione dell’illuminazione di Gloria in piazza del Comune. Un momento molto atteso dai viterbesi anche se nulla può sostituire il poter assistere al passaggio della Macchina che, con le sue luci, risplende nelle vie buie della città.

Ma come vive questa festa, così particolare e unica, una giovane viterbese come Chiara Frontini, leader di Viterbo 2020?

“Sicuramente con lo spirito della devozione che tutti i viterbesi hanno per Santa Rosa, è un qualcosa di intimo, di personale. Possiamo celebrare la nostra Santa andandola a trovare al santuario e comunque farne un dialogo più personale, questo almeno dal punto di vista del rapporto con la Santa e quello che significa per i viterbesi”.

“E’ ovvio che non c’è 3 settembre senza Trasporto. Al di là della dimensione che è strettamente personale, ossia del trasporto nel senso della passione che i viterbesi mettono nel celebrarla, questa festa è simboleggiata dal Trasporto che è il trionfo della Santa sulle spalle dei facchini. Qualsiasi altra cosa che è stata pensata, come ad esempio l’esposizione della Macchina in piazza del Comune, è di fatto un palliativo. Non c’è 3 settembre senza Trasporto e tutto quello che è un palliativo o scuse nascoste dietro un dito non bastano per celebrare degnamente questa festa”.

E la Frontini sottolinea questi due aspetti: “Noi possiamo far sentire il nostro affetto nei confronti della Santa, a prescindere dai festeggiamenti perché ovviamente è un rapporto diretto con Rosina al santuario, di contro però non c’è 3 settembre senza Trasporto. Tra l’altro credo che la storia della nostra piccola Santa è anche una storia di coraggio nell’aver saputo abbattere quelle che erano le convinzioni dell’epoca. Quello che invece noi abbiamo vissuto in questo 3 settembre è stato tutto meno che una storia di coraggio. Perché di fatto anche quest’anno si è rinunciato al Trasporto in sicurezza per mancanza di volontà e di assumersi le proprie responsabilità”.

“Questo è quello che è accaduto. – stigmatizza – Sul tavolo del comitato ordine e sicurezza sono state presentate diverse ipotesi, con il famoso piano di sicurezza che prevedeva 10mila posti seduti e il coinvolgimento del generale Figliuolo per comprendere la fattibilità poi però tutto questo si è concluso con un nulla di fatto. Non è che non fosse tecnicamente possibile, il punto è che era fattibile a livello tecnico purché ci fossero gli accorgimenti necessari e di conseguenza tutti gli adeguati investimenti, però non si è voluto”.

La motivazione?

“Perché – rimarca – i soldi per il trasporto quest’anno non sono stati previsti né nel bilancio di previsione né nell’assestamento. Questo a dimostrazione che fin dal primo momento in realtà si pensava di non effettuare il Trasporto del 3 settembre”.

Quindi si sarebbe potuto fare di più?

“Si poteva fare di più e dico anche come. Nella conferenza stampa di martedì scorso post giunta si è parlato chiaramente della questione del montaggio della Macchina e ribadisco si poteva fare di più e so anche come si poteva fare di più. Al comitato ordine e sicurezza è stato presentato un piano di sicurezza dal tecnico incaricato che prevedeva la possibilità di 10mila posti a sedere, ovviamente con il controllo del green pass agli ingressi. E’ chiaro che tutto questo prevede un’organizzazione che non puoi fare a due settimane dall’evento, anche perché i facchini avrebbero dovuto fare le prove di portata ed essere tutti in regola con le vaccinazioni. Se ci fosse stata realmente la volontà di effettuare il Trasporto bisognava iniziare a pensarci seriamente già a maggio-giugno. Invece si è buttata la palla in avanti in continuazione, nascondendosi per non assumersi delle responsabilità per poi arrivare all’ultimo minuto e organizzare una cosa in fretta e in furia tant’è che la Macchina è stata montata lunedì ma l’organizzazione finale, vedi pannelli esplicativi e schermi, sono stati montati soltanto ieri. A dimostrazione che, come al solito, anche su un evento così importante e che tanto avrebbe potuto rappresentare nel senso di speranza di ritornare alla normalità, ci si è invece ridotti all’ultimo minuto mentendo, se vogliamo, anche ai viterbesi. Perché la verità che dobbiamo raccontare è che i fondi proprio non si sono voluti investire per questa festa. Quindi è stata una scelta politica, non sanitaria, quella di dire io non investo i fondi necessari che, ovviamente sono più di quelli normali per un’organizzazione in sicurezza, perché non la ritengo una priorità. Scelta discutibile però è una scelta, invece – incalza Chiara Frontini – ci si nasconde dietro il fatto che ci sono le ben note restrizioni mentre in tutta Italia invece si organizzano feste, fiere, sagre ed eventi. Certo con tutti gli accorgimenti del caso ma il mondo li fa, tranne Viterbo”.

 

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