Se ti senti stanca, insoddisfatta e di cattivo umore la colpa è del lavoro da remoto e di quella sensazione di non staccare mai

Non è solo una sensazione: la fatigue da smart working esiste davvero

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C’è chi lo ama e chi lo odia, chi lo preferisce al lavoro in ufficio e chi invece non vede l’ora di tornare a condividere gli spazi professionali con capi e colleghi. Quello che è certo è che lo smart working ha cambiato per sempre il nostro modo di lavorare.

E se da una parte, alcuni studi hanno rivelato che il lavoro da remoto può essere funzionale per la famiglia, e che beneficia persino le abitudini dei bambini, dall’altra sempre più persone accusano stress e un senso di insoddisfazione da non sottovalutare. Gli esperti la chiamano smart working fatigue, ne avete mai sentito parlare?

Le conseguenze, neanche a dirlo, influiscono sulla qualità del lavoro e della vita, palesandosi attraverso degli sbalzi di umore, una tensione fisica piuttosto fastidiosa, la mal tolleranza nei confronti di quello che succede intorno a noi e una diminuzione della concentrazione.

Secondo i dati raccolti dalla società Gartner, infatti, quella sensazione di vivere giornate lavorative infinite è reale. Sembra proprio che con il lavoro da remoto le ore che trascorriamo davanti al pc sono aumentate di due o tre ore, e con loro anche lo stress.

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