Non rimane che dire… evviva il Bullicame!

Ieri, come ampiamente documentato, i pesanti cancelli del parco si sono aperti ed hanno permesso l’affluenza anche di bagnanti, che hanno sfidato l’acqua non proprio caldissima, ed hanno fatto un bel bagno.

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Che il Bullicame fosse importante per tanti viterbesi lo immaginavo, ma che fosse considerato alla stessa stregua di un luogo sacrale, legato all’immaginario collettivo di tutta la città, non lo avrei mai creduto.

Ieri, come ampiamente documentato, i pesanti cancelli del parco si sono aperti ed hanno permesso l’affluenza anche di bagnanti, che hanno sfidato l’acqua non proprio caldissima, ed hanno fatto un bel bagno.

Nel pomeriggio, complice la manifestazione organizzata dall’Orto Botanico che ha chiamato molte persone, una fila infinita di visitatori ha varcato i cancelli del Parco. C’erano giovani e meno giovani. C’erano anche tanti con i capelli bianchi. Passando loro vicino si ascoltavano storie di giorni passati, ricordi di chi non c’era più, onde di antiche emozioni che ancora vagavano nell’aria. Nel mio piccolo posso raccontarvi la mia storia.

Come premessa vi metto a conoscenza che negli anni del dopoguerra, spesso i medici, in presenza di una infiammazione o di una eruzione cutanea, consigliavano sempre: “Lo porti al Bullicame”. Ricordo che una mattina io e mio fratello ci svegliammo con una leggera eruzione cutanea su quasi tutto il torace. La mamma ci portò subito dal medico, e questo senza alcuna esitazione, consigliò: “Portateli al Bullicame”.

Fu mio padre che si incaricò di portarci in quel luogo, naturalmente a piedi. Ci fece bagnare nella vasca, poi ci spalmò sulla pelle il fango bianco sorgivo, tipico della nostra acqua termale, e ci mise ad asciugare al sole. Poi ci risciacquò, e il giorno dopo le bollicine erano scomparse.

Questo era ed è il Bullicame, un’acqua altamente terapeutica che i viterbesi delle vecchie generazioni, conoscono bene. Oggi al Bullicame c’era anche una coppia di ottuagenari che si sono messi a sedere sopra ad una pietra a raccontarsi le loro storie legate al Bullicame.

Mi hanno fatto tenerezza. La stessa tenerezza che mi hanno fatto alcuni ragazzi, che sul prato del Bullicame giocavano a pallone. C’era anche il sindaco Giovanni Arena che mi ha confermato, che il Bullicame rimarrà sempre aperto e sorvegliato. Allora non ci rimane che esclamare Evviva il Bullicame!

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