Senza il Covid e i disordini razziali avrebbe vinto ancora Donald Trump.

Non sarà facile per il debole Biden tenere il timone dell’ America.

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 “Sarò il presidente di tutti gli americani” insiste e ripete il vecchio Joe Biden, 78 anni, democratico di lungo corso, ex-vipresidente e sodale di Barack Obama, promosso a spron battuto dall’ elettorato nero, dalla borghesia delle metropoli e dallo “star system”. Batte su questo tasto, la pacificazione del paese, il nuovo inquilino della Casa Bianca – applaudito dalla sinistra di tutto il mondo – proprio perché sa che questa è e sarà la sua sfida più grande e impervia. L’ indomabile Donald Trump, ben più vigoroso di Biden ma anche ben più discusso e sopra le righe, prosegue infatti la sua disperata battaglia legale contro la vittoria dell’ odiato “sleepy Joe” (Joe l’ addormentato) e non riconosce l’ esito risicato delle urne. Specchio, questa sua decisione ‘spaccatutto”, della fotografia di una nazione profondamente divisa e lacerata, reduce da settimane di odio, insulti e disordini. Come mai era accaduto prima nella più potente democrazia del pianeta.    Il compito del cattolico Biden, affiancato non a caso da una vice afroamericana, è improbo e difficile. Lui ce la metterà tutta, privilegiando come al solito i toni pacati, ma le sue deboli energie non lasciano ben sperare e le ferite che si porta dietro questa battaglia elettorale sono cruente. Per questo l’ America – malgrado i festeggiamenti, i sospiri di sollievo dei ‘radical’ e gli auspici dell’ Europa – rischia di trovarsi di fronte un consistente periodo di instabilità, alimentato dall’ impazzare del Covid e dalla divisione razziale.                            Perché è inutile e puerile negare che, se il Coronavirus non avesse picchiato così duramente sugli Stati Uniti e se il colosso americano non fosse stato stravolto dalle violenze e dagli incidenti seguiti agli omicidi da parte della polizia di alcuni uomini di colore, The Donald avrebbe vinto quasi comodamente queste folli elezioni, forte dei suoi successi in economia e di una politica estera più autonoma dai tradizionali alleati e più spregiudicata. Senza l’ incidenza di questi due fattori saremmo probabilmente ad esternare sorpresa per il trionfo di Trump e per il suo bis. Auguri a Joe Biden, e rispetto per la sua vita travagliata, ma sarà aspra impresa per lui conquistare concretamente lo scettro di un paese immenso, diverso e complesso, incattivito dagli ultimi accadimenti che lo hanno messo a dura prova.

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