Dall'inizio dello scorso anno sono stati effettuati 30 accessi vascolari in pazienti da sottoporre ad emodialisi, l'obiettivo è realizzarne 100 entro dicembre

Non solo Covid, Asl Viterbo: “A Belcolle ogni settimana interventi chirurgici per il confezionamento degli accessi vascolari”

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La recente rinnovata collaborazione tra le unità operative complesse di Nefrologia e dialisi e di Chirurgia vascolare di Belcolle, grazie anche alla disponibilità del personale del Blocco operatorio dell’ospedale, ha consentito di realizzare ogni settimana interventi chirurgici presso l’ospedale viterbese per il confezionamento degli accessi vascolari in pazienti da sottoporre ad emodialisi.

 

Dall’inizio dell’anno sono stati effettuati circa 30 accessi vascolari, utilizzando anche materiale protesico, accessi così definiti “complessi”, con la previsione di realizzarne circa 100 entro dicembre.

 

Il confezionamento di un adeguato accesso vascolare è indispensabile per eseguire il trattamento emodialitico ed è, infatti, definito come “il tallone di Achille” del paziente in emodialisi.

 

Si tratta di interventi, per lo più in anestesia locale, in cui si realizza una comunicazione tra un’arteria ed una vena del braccio che rappresenterà, quest’ultima, una volta sviluppatasi, la sede vascolare da cui poter eseguire l’emodialisi. La realizzazione di questa “fistola artero-venosa” è un aspetto fondamentale del percorso dialitico nel paziente affetto da insufficienza renale cronica perché evita il posizionamento di cateteri venosi, spesso fonte di infezione e pericolosi per pazienti così fragili.

 

La sinergia tra lo specialista nefrologo e il chirurgo vascolare, parte dallo studio pre-operatorio, passa attraverso l’intervento ed arriva al follow-up ambulatoriale, che permette la presa in carico globale dei pazienti in emodialisi.

 

“L’offerta di questo servizio presso la Asl di Viterbo – commenta il direttore generale, Daniela Donetti – rappresenta un traguardo importante rendendo completo il percorso del paziente in dialisi ed evitando il disagio nella ricerca e nello spostamento verso altri centri specializzati, spesso anche fuori regione”.

 

 

 

 

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