Non solo incendi dolosi: è l’inquinamento che sta distruggendo il pianeta

Gli esperti ci dicono che presto si raggiungerà la soglia di non ritorno

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Credits: Brittany Hosea-Small / AFP

Sono anni che gli esperti danno l’allarme, i complottisti negano l’evidenza e i governi non fanno nulla: la situazione, tuttavia, pare peggiorare di anno in anno, e l’esperienza di miglioramento data dal coronavirus (in cui le emissioni inquinanti erano state per gran parte abbattute) non è servita a nulla, poiché si è immediatamente tornati sulla strada precedente alla pandemia.

Non sono serviti accordi internazionali e interventi di personaggi rilevanti. La situazione pare destinata a evolversi in peggio. Ciò che sta accadendo negli Stati Uniti è solo l’ennesima prova di quanto appena detto.

Gli scienziati, comunque, non si arrendono e continuano a lanciare l’allarme: gli ormai noti astronomi Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio, tramite la loro pagina e la penna del primo, intitolano uno dei loro ultimi interventi a tal riguardo “La terra come Marte”. Nello stesso post, ecco la denuncia esplicita all’inquinamento, durante una riflessione sugli incendi americani:

La colpa? Ovviamente è nostra. E non parlo degli incendi dolosi, che pur sono molti di quelli che vengono combattuti al momento. Molti roghi sono perfettamente naturali, innescati dai fulmini in aree colpite da profonda siccità. È quella siccità il problema, perché il 2020 si configura come uno dei cinque anni più caldi della storia, che sono… gli ultimi cinque.

Dopodiché, per chi ancora avesse dubbi, spiegano che lo spostamento delle precipitazioni, l’allungamento delle stagioni calde, l’aumento di intensità di ondate di calore e siccità, sono tutti sintomi del clima che cambia irreversibilmente. Presto, annunciano, si potrebbe raggiungere il tragico aumento di 1,5° rispetto al periodo pre-industriale, che significherebbe gravi condizioni di vita per tutti gli esseri sul nostro pianeta, e per il pianeta stesso.

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