Non solo turismo, il modello Civita produce anche ricchezza

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Civita di Bagnoregio

Perché il modello Civita è da studiare e da esportare? Perché ha dimostrato di funzionare benissimo, facendo rinascere un borgo che stava morendo  e lanciandolo sul grande proscenio del turismo di qualità.

Ma dal turismo, a cascata, derivano moltissimi benefici per tutto il territorio. Un turismo come quello di Civita è in grado di generare un indotto economico di cui probabilmente non si conoscono ancora i limiti.

Perché ne stiamo parlando proprio oggi? Per un fatto minore, che però la dice lunga sulle potenzialità di crescita del modello offerto dalla “città che muore”.

Tre giovani di Civita, tre fratelli, alcuni anni fa hanno avuto l’idea di creare e commercializzare una linea di profumi che hanno chiamato ACQUA DI CIVITA. Usano ingredienti naturali della zona, e hanno affiancato alla produzione un marketing intelligente che fa leva sui valori che Civita rappresenta oggi nel mondo intero.

Lo abbiamo scoperto vedendo una pubblicità che unisce in una grande fotografia una bellissima immagine del borgo sospeso, che si staglia contro un pallido cielo violetto, insieme ai  flaconi dei profumi di Acqua di Civita.

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Fila di turisti al ponte di Civita di Bagnoregio

Naturalmente anche la “narrazione” dei prodotti è in linea con i valori di Civita e del suo territorio. Nel testo si legge che i profumi, i saponi di Acqua Civita “vogliono ricercare una memoria olfattiva di Civita di Bagnoregio”. Gli ingredienti dei saponi sono le “fragranze di uva rossa della vallata, verbena o argilla del territorio”.

Giù il cappello davanti a questi ragazzi, alla loro imprenditorialità, all’intelligenza con cui pubblicizzano i loro prodotti. Ma è chiaro che tutto il progetto per funzionare deve basarsi sullo stretto collegamento con il brand di Civita.

Immaginate un profumo che si chiamasse Acqua di Sesto San Giovanni o Acqua di Roccastrada? Non funzionerebbe, non potrebbe mai funzionare.

Dunque la vera genialità – sì, occorre scomodare una parolona come questa – è quella di chi ha saputo immaginare e dare vita al modello Civita. Che oggi è un vero e proprio marchio in grado di sostenere e sviluppare l’economia di tutto il suo territorio.

Non soltanto il turismo vero e proprio, ma altri settori, in primo luogo quello enogastronomico, ma anche agricolo biologico o delle produzioni erboristiche e naturali. Per arrivare fino all’esempio di eccellenza imprenditoriale che abbiamo citato.

Luca Profili accanto al suo mentore, Francesco Bigiotti

Quando ci sono buone idee, progettualità, competenza amministrativa i risultati arrivano. Mai dichiarazione fu più improvvida di quella che affermava che “con la cultura non si mangia”. Civita con il turismo e la cultura di qualità ha mobilitato e rianimato gli “spiriti animali” assopiti di tutto il suo  territorio.

Ma “il borgo sospeso” può benissimo non restare un caso isolato e irripetibile. Il modello Civita può essere esportato, imitato. C’è spazio per tutti, soprattutto in questa straordinaria terra di Tuscia, che di storia e bellezza ne ha da vendere. Per vincere servono però idee, progetti e tanto, tanto lavoro.

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