Nonostante le smentite della Asl ora è sicuro: il reparto psichiatrico spostato a Tarquinia

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Spostamento SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) a Tarquinia: ormai è certo.

Le indiscrezioni circa un possibile trasferimento da Viterbo del reparto psichiatrico si rincorrevano ormai da giorni ma, al riguardo, la Asl aveva sempre smentito categoricamente.

Ora con la delibera 2178 del 21 ottobre si affidano: “Lavori di sostituzione infissi interni ed esterni presso il 1° piano dell’Ospedale di Tarquinia per nuovo reparto SPDC.”

Le indiscrezioni, insomma, trovano un loro fondamento e si concretizzano in una situazione al limite del paradossale: i malati psichiatrici, a mò di pacco postale, vengono spostati da un comune all’altro della provincia senza una soluzione di continuità nelle cure e nei trattamenti.

Sarà che le persone più fragili non votano, o non hanno consapevolezza dei loro diritti come pure della gravità della loro malattia, fatto sta che sono sempre i primi ad essere sacrificati in caso di carenza di spazi.

Prima a Montefiascone, poi a Viterbo, ora a Tarquinia: un’Odissea che sembra non aver mai fine.

L’azione della direzione sanitaria dovrebbe essere mossa da principi di trasparenza e di equità.

In base a questo presupposto, ed in relazione ad una situazione di urgenza cone quella attuale, una gradazione della gravità dei pazienti prevede che i primi ad essere tutelati siano i malati in fase acuta, poi in fase sub-acuta, infine i cronici e gli ambulatoriali.

A Belcolle, come al solito, funziona tutto al contrario.

Nell’ospedale principale del capoluogo viene mantenuto l’ambulatorio di psicologia mentre i malati, anche gravissimi, del SPDC, vengono trasferiti d’imperio in quello periferico di Tarquinia.

Ha senso tutto ciò?

Infine un’ultima domanda continua a risuonare senza risposta: che fine ha fatto il prefabbricato annunciato che doveva ospitare i pazienti psichiatrici nell’ambito di Belcolle?

I diretti interessati, tra uno spostamento e l’altro, continuano ad aspettare….

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