Nulla di fatto su Partecipate e Cev, polemiche e l’ennesimo rinvio

Un Consiglio comunale iniziato male e finito senza arrivare a risposte di sorta sui problemi sul tappeto.

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Dopo l’inizio a sorpresa, che ha visto il passaggio di Vittorio Galati da Fratelli d’Italia al gruppo misto al fianco di Purchiaroni, il clima in sala d’Ercole si è fatto sempre più infuocato.
Si doveva discutere il piano di revisione delle società partecipate: Talete, Interporto di Orte, Francigena. “Il cimitero della politica viterbese – le ha definite il consigliere Giacomo Barelli di Viva Viterbo – sulle quali sarebbe meglio stendere un velo pietoso”.

Il punto è che, fino a quando Talete non avrà restituito tutti i soldi che deve al Comune, la pratica non può essere archiviata.
Nel corso del dibattito ci si è interrogati sul fatto se le quote di partecipazione del Comune in tali società debbano essere mantenute o meno. Uscire o non uscire? Questo è il dilemma. Solo sulle quote dell’interporto di Orte – su cui il Comune aveva prima il 9% e ora il 6,04% – i pareri di maggioranza e opposizione sembrano combaciare. All’inizio nessuno le voleva, poi sì, e adesso di nuovo no. “Il piano di razionalizzazione attuale presentato dal vicesindaco Contardo – ha dichiarato il consigliere Andrea Micci (Lega) – ne prevede la vendita nell’ottica del risanamento del bilancio”.
A seguire, la votazione del Poa (Piano Organizzazione Aziendale) del Cev (la società che si occupava del servizio di igiene urbana prima di Viterbo Ambiente). Altro tema scottante. L’opposizione ha evidenziato che nel bilancio 2018 il Cev chiudeva con 134mila euro di attivo, mentre quest’anno c’è stata una perdita di 42mila. È stato chiesto alla maggioranza di chiarire i motivi di questo disequilibrio.
Secondo la capogruppo di Viterbo 2020 Chiara Frontini, “tutto ciò si verifica perché continuiamo a pagare pulizie e affitto anche se il Cev si trova in un immobile del Comune. Mantenere in vita questa società ha dei costi, che si potevano tagliare da oggi e invece non si fa”.

Per l’ennesima volta nessuna possibilità di accordo tra maggioranza e opposizione. Entrambe le parti sono rimaste sulle proprie convinzioni e le votazioni sulle delibere presentate ancora una volta vengono rimandate. Tutto da rifare, nel Consiglio di domani mattina.

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