Finalmente non saremo più soggetti alle scelte romano-centriche, si spera

Nuova Soprintendenza, perché non Palazzo Calabresi? E per l’inaugurazione, la restituzione dei nostri cimeli a Villa Giulia

407
loggia benedizioni
Foto di Giovanni Faperdue

E’ di ieri la notizia che la sede della nuova Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, sarà nella bella città di Viterbo. Questo ci riempie d’orgoglio. Finalmente non saremo più soggetti alle scelte romano-centriche, che privilegiavano sempre gli interessi della Capitale, in tutto e per tutto.

Piazza del Plebiscito e Torre dei Priori

Adesso ritengo che avremo bisogno di ampi spazi, per ospitare questa nuova opportunità, che il ministro Franceschini ci ha offerto, su di un vassoio d’argento, sollecitato anche dalla consigliera Lisetta Ciambella. Ci vogliono locali ampi e dignitosi, con connotazioni storiche. Non dovremmo avere problemi, di storia a Viterbo ne abbiamo tanta. La prima location che mi viene in mente è il Palazzo Calabresi, nella Via omonima, chiuso e dimenticato da molti anni. Situato tra la bella Piazza del Plebiscito e la bomboniera di Piazza delle Erbe, sarebbe una location ideale, perché grande, centrale e con spazi idonei ad ospitare anche un piccolo museo.

Il Leone simbolo di Viterbo

Fossi nei panni dei nostri amministratori eviterei di mettere questi nuovi uffici in un condominio. La nuova e benvenuta Soprintendenza deve avere una sede propria.

Infine, non ci dobbiamo dimenticare che all’occorrenza ci sarebbe anche il monumentale Palazzo della Banca d’Italia (anche se non è di proprietà del Comune). Insomma, non credo che ci possano essere problemi, nel trovare una location degna di questa prestigiosa Istituzione.

Ferento: Il teatro

Visto che ci siamo, e visto che finalmente un ministro della Repubblica, ha riconosciuto il valore archeologico e culturale di Viterbo, io per inaugurare la nuova sede della nuova Soprintendenza, chiedo anche che per quella data, ci vengano restituiti una buona parte dei prestigiosi cimeli, che nel tempo le Soprintendenze Romane ci hanno depredato, con la scusa che loro le avrebbero trattate meglio. Adesso che la Soprintendenza sta a Viterbo, sarebbe il caso che cominciassero a restituire una buona parte di ciò, che ci hanno tolto, obbligandoci a trasferirlo a Villa Giulia. E’ giunto il momento per rimettere a posto i conti del dare (per loro) e dell’avere (per noi).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui