Nuova Via della Seta, Marco Müller: “L’Italia prenda esempio dal ‘modello Civita’”

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Civita di Bagnoregio entra nel dibattito sulla ‘Nuova Via della Seta’, l’accordo commerciale che punta a collegare il dragone cinese con il resto dell’Eurasia. Ad intervenire sulla questione è Marco Müller, importante critico e produttore cinematografico, ex direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Intervistato dalla Adnkronos, Müller spinge l’Italia verso l’accordo citando “la città che muore” come esempio virtuoso di turismo: un modello che, nei fatti, ha saputo attrarre migliaia di turisti asiatici.

Per il produttore cinematografico, forte sostenitore dell’accordo, “i governi e gli imprenditori che hanno creduto in questa ‘Nuova Via della Seta’ se ne stanno ampiamente giovando. La connessione delle infrastrutture è la cosa più lampante, perché ricade sul trasporto delle merci”. E aggiunge: “Connettere le economie può voler dire aumentare i volumi commerciali italiani non solo quelli della Cina.

Müller fa l’esempio del calo delle esportazioni di vino italiano verso il colosso asiatico: “E’ sceso all’ottavo posto dei consumi di vino in Cina, dopo quello francese, cileno, australiano, neozelandese, argentino, spagnolo e non so quale altro. L’immagine dell’Italia non è stata ancora promossa abbastanza”.

Per Müller il settore turistico può controbilanciare la carenza nell’export del vino. A tal proposito fa l’esempio Civita di Bagnoregio come modello da seguire nei rapporti con la Cina. “Il sindaco ha saputo colpire l’immaginario dei cinesi con campagne mirate, attingendo anche all’immaginario cinematografico legato al film ‘Laputa, Castello nel cielo’ di Hayao Miyazaki”. Spiega il produttore ai microfoni dell’Andkronos. “Il risultato? Il 45% dei visitatori annuali di Civita sono cinesi e giapponesi; i cinesi hanno ribattezzato Civita ‘il borgo in mezzo al cielo’; e tutti gli appartenenti alla classe media metropolitana cinese sanno dov’è e ne hanno visto almeno una foto”.

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