Sul piano sanitario saranno incrementati i posti letto anche in altre strutture

Nuove zone rosse nella zona medievale? Arena: “In questo fine settimana verifico il rischio assembramenti poi decido”

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giovanni arena

“Devo verificare, anche tramite le telecamere installate in città, se ci sono alcune vie e piazze della zona medievale da integrare”.

Il sindaco Arena, come anticipato dopo il vertice con Regione, Prefetto e Asl, torna sulla possibilità di estendere ad altre zone il divieto di assembramenti dopo quello già applicato in alcune aree del centro e in viale Trento.

Sotto osservazione piazza del Gesù e piazza della Morte che già oggi potrebbero entrare nel novero delle zone rosse anche se, spiega il sindaco “i locali sono chiusi e non risulterebbero problemi di assembramento. Comunque  durante questo fine settimana verificherò”.

Arena sta anche valutando se fare o meno un’ordinanza per chiudere le scuole.

“Bisogna considerare i pro e i contro: se chiudi gli istituti poi i ragazzi stanno più in giro. E’ anche vero che ognuno resterebbe nel proprio paese e pertanto la situazione sarebbe più facilmente gestibile. Per quanto riguarda i più piccoli, la decisione presenta maggiori difficoltà anche perché si va a stravolgere l’organizzazione familiare.

Quindi per eventuali provvedimenti io inizierei con le superiori e poi vediamo”.

Non una posizione attendista quella di Arena ma contestualizzata al fatto che “bisogna vedere giorno per giorno qual è la situazione. Probabilmente a breve arriverà un altro Dpcm e vedremo cosa prevede”.

“E’ chiaro che l’insegnamento di persona è preferibile rispetto a quello a distanza però se i casi di contagio aumentano, necessariamente si devono prendere provvedimenti”.

Nella massima condivisione. Come Arena tiene a precisare. “Mi confronterò con il mondo scolastico, iniziando dal dirigente regionale, poi con il provveditore, che tra l’altro è cambiato proprio in questi giorni. Non voglio che sia una sorpresa per i dirigenti scolastici. Per gli istituti superiori che stanno già al 75% di didattica a distanza arrivare al 100 percento non cambia poi molto”.

Con l’assessore regionale alla Sanità D’Amato, oltre a parlare di numeri e percentuali, “ho espresso le mie preoccupazioni per quanto riguarda Viterbo che, rispetto alla media regionale, ha un Rt (l’indice di trasmissibilità del virus tra la popolazione) abbastanza alto. Volevo essere rassicurato sulla struttura sanitaria, che adesso sta reggendo, soprattutto in prospettiva. Infatti si sta cercando di incrementare il numero dei posti letto anche in altre strutture in previsione di un aumento di necessità”.

E i dati di ieri non confortano. “Un record, ieri, sia in provincia che a Viterbo. 68 nuovi casi in città, 220 nel resto del Viterbese. Una situazione da tenere sotto controllo giorno per giorno. Io la verifico quotidianamente, ho quella delle scuole a parte e quindi se vedo che diventa un po’ pesante è chiaro che prendo provvedimenti. Può darsi anche che venga anticipato da quelli governativi o regionali però, se serve, in qualsiasi momento posso intervenire”.

“Ormai i casi di positività – evidenzia – sono diffusi in tutte le fasce d’età. Tocca quasi il 50% della fascia dai 10 ai 39 anni, per il resto si attesta attorno al 15. In città, ieri, complessivamente abbiamo toccato quota 720, 730. Se la progressione attuale di 50-60 contagi giornalieri resta inalterata, rischiamo tra due, tre giorni di arrivare a mille”.

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