Nuovi dati sui vaccini: “il 90% dei vaccinati non si riammala”

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Le graduali riaperture che l’esecutivo sta proponendo vanno di pari passo con la curva epidemiologica, ormai in continua discesa. Se siamo tornati ai livelli dei primi di Ottobre è, in larga parte, anche grazie ai vaccini. Hanno permesso infatti di ridurre drasticamente il tasso di ospedalizzazione e, inoltre, anche quello di contrazione del virus.

A spiegarlo è Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio. “Dal monitoraggio effettuato su oltre 3mila operatori tra i 18 e i 75 anni che hanno ricevuto il vaccino contro il Covid emerge che assistiamo a un crollo delle infezioni. Parliamo di percentuali altissime: il 90% dei vaccinati, anche rientrando in contatto con il virus, non si è più riammalato. Mentre la restante percentuale non ha avuto nessuna conseguenza di rilievo“.

Durante lo studio effettuato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è emerso anche un altro dato fondamentale del comportamento degli anticorpi. Si è scoperto che “anche diminuendo nel tempo, mettono in luce gli autori, continuano ad avere ‘memoria’ del virus e a rispondere positivamente“, spiega D’Amato.

La campagna vaccinale, ad ora, va a gonfie vele. Ma lo stesso non si può dire di due mesi fa, quando procedeva a rilento e le vite salvate sarebbero potute essere molte di più. È sotto gli occhi di tutti, le categorie prioritarie individuate nei primi mesi del 2021 sono state errate. Ciò ha causato un grosso buco nell’acqua, oltre naturalmente alla perdita di molte vite. Ma questo verrà chiarito sicuramente nelle sedi opportune.

 

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