A far discutere è soprattutto lo stop a piscine, palestre, teatri e cinema e la chiusura anticipata di bar, pub e ristoranti

Nuovo Dpcm, le perplessità dei sindaci Bambini e Bigiotti

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bigiotti bambini
Massimo Bambini, sindaco di San Lorenzo, e Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano

Fanno discutere le nuove norme imposte dal Governo Conte con l’ultimo di una lunga serie di Dpcm, diffuso nella giornata di ieri. Tra le novità, lo stop a piscine, palestre, teatri e cinema e la chiusura alle 18, dal lunedì alla domenica, di pub, ristoranti e bar.

Una decisione che farà soffrire ulteriormente i settori della ristorazione, sport e spettacolo, che stanno ancora affrontando le conseguenze del lockdown della scorsa primavera. E mentre in tutta Italia si susseguono manifestazioni e proteste, – più o meno pacifiche – anche alcuni sindaci della Tuscia hanno espresso perplessità circa le nuove misure valide da oggi al 24 novembre.

Il Sindaco di San Lorenzo Massimo Bambini

Il sindaco di San Lorenzo, Massimo Bambini, commenta così le novità dell’ultimo Dpcm: “Difficilmente contesto le decisioni governative, o regionali che siano, perché mi rendo perfettamente conto delle difficoltà nel gestire le situazioni ordinarie, figuriamoci questa emergenza – afferma Bambini – però stavolta mi sembra che si sia sbagliato target con ristoranti, bar, palestre, cinema e teatri. Li abbiamo lasciati senza lavoro per mesi e mesi; gli abbiamo fatto spendere soldi per riorganizzarsi e ora li richiudiamo con danni enormi per questi settori – prosegue – di contro cosa facciamo? Lasciamo aperte le scuole nonostante ci siano migliaia di studenti e insegnanti contagiati, migliaia di classi chiuse. A cosa serve tenere aperte le scuole in questo modo? Classi dimezzate, insegnanti impauriti, didattica subordinata a mille incombenze burocratiche. Non vorrei che lasciare aperte le scuole sia solo un punto preso di qualcuno”.

Per non parlare poi della mobilità. “Una cosa indecente – per Bambini – specialmente nelle grandi città. Ma che ci vuole a rafforzare almeno la mobilità su gomma?? Ci sono migliaia di compagnie turistiche ferme; affittiamo i loro pullman, così salviamo un settore e rendiamo più fruibili i trasporti”.

Sulla stessa linea anche il sindaco di Valentano, Stefano Bigiotti, che teme per le difficoltà che i gestori delle attività dovranno affrontare. “Non posso non essere preoccupato per i miei concittadini titolari di bar e ristoranti che da oggi saranno costretti a chiudere alle 18:00, senza avere certezza di un aiuto economico concreto – commenta – non posso non essere preoccupato per i miei concittadini che operano nel settore dello sport e della cultura. Non posso non mostrare loro la nostra solidarietà più profonda”.

“Come ha sottolineato anche il presidente dell’Associazione Comuni Italiani, Antonio Decaro, ai sacrifici chiesti alla popolazione, devono ora corrispondere certezze da parte dello Stato: ristoro concreto e immediato – spiega Bigiotti – All’impegno dello Stato deve corrispondere il senso di responsabilità dei cittadini: rispettare le regole e limitare i contatti per contribuire a frenare il contagio. Anche in questo caso faremo la nostra parte, ma non possiamo fingere di non vedere il rischio di una nuova frattura sociale”.
“Noi ne terremo conto – aggiunge – faremo tutto quanto è possibile per mantenere unita la comunità. Mi aspetto però che lo Stato faccia lo stesso, mettendo in campo azioni serie e tempestive: ristori immediati e automatici a fondo perduto, cassa integrazione e riduzione di imposte e affitti per le categorie colpite dalle restrizioni. Nei prossimi giorni ci metteremo a disposizione per ascoltare tutte le categorie cittadine”.

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