Nuovo impianto rifiuti all’Acquarossa, Comune di Viterbo e Provincia disertano la conferenza servizi

A denunciare l'assenza delle istituzioni locali è la consigliera Ciambella che chiede "E' così che tutelano il territorio?"

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Stando all’ennesima denuncia della consigliera Luisa Ciambella, nel caso di Comune e Provincia di Viterbo in merito all’installazione di nuovi impianti di rifiuti più che di armi spuntate sarebbe opportuno parlare di armi deposte ancor prima di andare in battaglia.

Tanto da non fare neanche atto di presenza nelle conferenze di servizi in cui si decidono le sorti del nostro territorio.

Continue le richieste per l’installazione di nuovi impianti destinati a trasformare l’area dell’Acquarossa, a pochi chilometri dal capoluogo – raccontato come città d’arte e di cultura – in un grande distretto dei rifiuti.

L’ultima diserzione, in ordine cronologico, a danno della tutela del territorio, pochi giorni fa.

La consigliera Ciambella dichiara ironica: “Per fortuna che al sindaco Arena non risultava nessuna richiesta per la realizzazione di un nuovo impianto per il trattamento rifiuti (pericolosi e non) nella zona industriale dell’Acquarossa, come invece gli avevo segnalato io a luglio con una interrogazione. Ovviamente, non solo quella istanza esisteva ma se ne parlava in comunicazione inviata dalla Regione Lazio al Comune di Viterbo via pec tre mesi prima, in data 22 aprile”. “Sul progetto qualche giorno fa, per la precisione il 23 novembre, si è svolta anche la prima seduta della Conferenza dei servizi. E indovinate? Dal verbale pubblico risulta che il Comune di Viterbo non fosse presente alla riunione, così come la Provincia di Viterbo, nonostante la regolare convocazione inviata ad entrambi e agli altri enti titolati a esprimere il proprio parere al fine del rilascio dell’eventuale autorizzazione (nota del 16 novembre)”.

“E’ così che si rappresenta e si tutela il territorio?” stigmatizza la consigliera chiamando in causa gli assessori Micci (Ambiente) e Ubertini (Urbanistica): “Cosa avete da dire in merito?”.

“E il consigliere Marini, delegato all’Ambiente in Provincia? Possibile che non ci fossero aspetti del progetto sui quali chiedere chiarimenti? A questo punto sarà interessante capire anche come si comporterà la nuova Provincia, visto che quella attuale, così come il Comune, non ha agito”.

L’impianto a cui fa riferimento la Ciambella “è di notevoli dimensioni: 22mila metri quadrati la superficie dell’area di progetto, con una capacità di circa 250mila tonnellate/anno. C’era poi la questione della potenziale contaminazione dell’acqua del sottosuolo, emersa da analisi preliminari eseguite a gennaio dall’Arpa. Il Comune aveva detto che era in attesa di conoscere ulteriori approfondimenti in merito. Ebbene, sono arrivati? Cosa dicono? I cittadini devono essere informati”.

“Ricordo che di norma l’iter della conferenza dei servizi si conclude entro 90 giorni dallo svolgimento della prima seduta. E che già dalla seconda riunione gli enti preposti devono formulare il proprio parere. Comune e Provincia come hanno intenzione di esprimersi? E su quali basi, visto che a oggi da parte loro non risulterebbe agli atti neanche la richiesta di integrazioni durante la fase preliminare alla conferenza dei servizi?”.

“Oppure anche stavolta – osserva con amara ironia – ci limiteremo a convocare un Consiglio comunale straordinario alla vigilia dell’ultima seduta della conferenza dei servizi tanto per salvare la faccia davanti agli elettori e ripetere il solito ritornello sulle armi spuntate?”.

In effetti, è già prevista un’altra assemblea comunale straordinaria a cui dovrebbero partecipare anche rappresentanti della Regione.

Una speranza, o probabilmente più una chimera, alla luce di un precedente consiglio straordinario dedicato in cui il convitato di pietra era proprio la Pisana.

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