Evitare gli assembramenti di ieri, vigilia del ritorno in zona gialla, per non mettere a rischio il cammino fin qui percorso

Occorre senso di responsabilità per difendere i progressi fin qui compiuti. Attenzione: gli avvoltoi del rigorismo sono pronti a richiuderci

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I troppo disinvolti atteggiamenti di ieri in molte città italiane non sono un buon viatico per il rientro in zona gialla da oggi in buon parte del paese.

Abbiamo visto le solite immagini che non avremmo voluto vedere: assembramenti irresponsabili, festini disordinati a base di alcool, mascherine spesso calate, insomma un caos preoccupante in vista delle riaperture odierne, un “liberi tutti” pericoloso, che può solo frenare e danneggiare il graduale ritorno alla normalità.

Già, perché tutta l’ala squallidamente rigorista del governo (il ministro Speranza, i dem, i Cinque Stelle) non aspettano altro per sentirsi autorizzati ad azzerare i progressi fatti con l’ attuale decreto e non vedono l’ ora di richiuderci. Bisogna dunque comportarsi con equilibrio e saggezza se non si vuole tornare indietro. Agendo così, invece, si spiana solo la strada a chi non vuole allungare il coprifuoco e a chi vuole tenere chiusi i ristoranti che non hanno spazi all’ aperto. Sarebbe un “assist” che la componente di sinistra del gabinetto Draghi non si farebbe sfuggire, tra la gioia di qualche virologo che si diverte a predicare le virtù delle chiusure e dei lockdown.

Attenzione, dunque, a come ci comportiamo; meglio una libertà parziale che la prigionia delle zone rosse e arancioni. Stiamo attenti a non dover poi versare lacrime di coccodrillo. Sarebbe assai difficile risollevarsi.

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