Oggi 50esima giornata mondiale della Terra

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Oggi, mercoledì 22 aprile, si festeggia la Giornata della Terra (in inglese Earth Day), la più grande manifestazione ambientale del pianeta: un appuntamento che invita a riflettere e ad agire per affrontare seriamente temi e problematiche fondamentali come l’inquinamento, il riscaldamento globale, la povertà e la salvaguardia della biodiversità. In 50 anni, la Giornata della Terra ha contribuito in modo determinante allo svolgimento di molte iniziative ambientali in tutto il mondo.

Il Summit della Terra, tenutosi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992, è stato la prima conferenza mondiale dei capi di Stato sull’ambiente; un evento senza precedenti anche in termini di impatto mediatico e di scelte politiche e di sviluppo conseguenti.
Oggi, tale giornata ha una risonanza mondiale, grazie anche agli effetti dell’Accordo di Parigi e al nuovo movimento green scaturito dai giovani che si riconoscono nelle posizioni dell’attivista svedese Greta Thunberg.

Anche grandi poeti del passato si occuparono di “ambiente”, a loro modo.

Pascoli era un poeta “contadino”, amante della natura che metteva nei suoi versi uno spirito ecologista ante litteram; lo stesso che era stato di Thureau, filosofo e poeta. Il giovane Pascoli era anarchico e ambientalista, viveva in campagna e la amava. Dedicò la sua più importante opera poetica alle tamerici, piccoli arbusti comuni che crescono sulle spiagge. Myricae un termine che viene da Virgilio che nelle “Egloga” scriveva: “Arbusta iuvant, humilesque myricae“. Lo stesso Pascoli, parlando di questo titolo, spiega: “Myricae è la parola che Virgilio usa per indicare i suoi carmi bucolici: poesia che si eleva poca da terra – humilis“. La natura sa essere così: grandiosa, anche quando è poco appariscente.
Myricae viene data alle stampe nel luglio 1891. La sentenza che in queste liriche Pascoli dà sugli uomini è semplice e lapidaria, potrebbe diventare slogan dei moderni ambientalisti: “Ma gli uomini amarono più le tenebre che la luce, e più il male altrui che il proprio bene”.
Quanto bene e quanto male gli uomini fanno alla Terra! Dagli anni Sessanta, esiste the Earth Day.

COME NACQUE LA GIORNATA DELLA TERRA

I primi semi della Giornata della Terra vengono gettati nel corso degli anni Sessanta, negli Stati Uniti, grazie all’ attivista per la pace John McConnell e al senatore Gaylord Nelson (appoggiato dall’allora presidente John Fitzgerald Kennedy).

Il 28 gennaio 1969, la fuoriuscita di petrolio da un pozzo della Union Oil, al largo delle coste Santa Barbara (USA), causò la morte di oltre diecimila fra uccelli, delfini, foche e leoni marini. Sull’onda del disastro ambientale, gli attivisti statunitensi si coalizzarono e trovarono la forza e il coraggio per lanciare quella che diventerà la Giornata della Terra, celebrata a partire dal 1970.

In realtà, in questi anni, abbiamo registrato una governance molto debole dello sviluppo sostenibile e il fiorire di diatribe, nella società civile e tra addetti ai lavori, spesso superflue rispetto alle portata visionaria dei documenti. Senza un’Agenzia globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in realtà, la sostenibilità è rimasta nelle mani di organismi che non sono riusciti a incardinare le politiche mondiali dello sviluppo sui tre pilastri: economia, società ed ambiente e sempre più si sente la necessità di ricomporre un quadro politico generale dello sviluppo sostenibile per la difesa del nostro pianeta, dei suoi abitanti e dell’ambiente.

Nel 2000 i leader della terra fissarono, in un’ Assemblea Generale, otto Millennium Development Goal, con precisi target e scadenze, con un approccio essenzialmente di natura sociale, rivolto ai Paesi più poveri. Sono stati riconosciuti importanti progressi, in particolare nella riduzione della povertà estrema, dimezzata secondo gli obiettivi e, parzialmente, nell’accesso all’istruzione e alla salute, ma, nella Conferenza finale di Oslo, il Segretario Generale ha dovuto ammettere che siamo lontani dal raggiungimento degli obiettivi del Millennio nella gran parte dei casi e, gravemente, per il clima e il degrado ambientale.

LE INIZIATIVE SIMBOLICHE

Tradizione vuole che ogni 22 aprile si piantino alberi o semi nei luoghi in cui è possibile farlo, perchè ognuno di noi potrebbe impegnarsi per difendere la nostra casa, il pianeta Terra:

utilizzare lampadine a basso consumo consentirebbe di ridurre la quantità di energia necessaria per illuminare gli ambienti;

seguire le indicazioni per la raccolta differenziata – a partire dalla separazione di vetro, plastica, carta e umido – renderebbe più semplice ed economico il riciclo dei materiali, e al tempo stesso contribuirebbe a ridurre i costi della tassa per i rifiuti;

usare mezzi pubblici, biciclette o andare a piedi sostituendo a volte l’uso dell’automobile, (certo, molto dipende dall’offerta di servizi per questo tipo di trasporti nella propria città);

non sprecare l’acqua e non sporcare l’ambiente;

scegliere elettrodomestici di categoria A, che consumano molta meno energia rispetto alla loro resa e sono spesso costruiti con materiali più ecologici;

portare i rifiuti speciali come batterie, computer, smartphone e tablet negli appositi centri di raccolta del proprio comune e non lasciarli nei normali cassonetti;

non eccedere nell’uso di aria condizionata e riscaldamento .

Nelson Mandela diceva :“A volte accade ad una generazione di essere grande“. Speriamo che ognuno di noi, insieme ai Governi, si assuma la responsabilità di lasciare ai figli un mondo migliore.

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