Olio extravergine: crolla la produzione in tutt’Italia ma non nel Lazio

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Olio extravergine d’oliva: mentre in tutta Italia si registra un crollo della produzione intorno al 30%, il Lazio si attesta in controtendenza, con una crescita dell’8 % rispetto allo scorso anno, un valore che potrebbe aumentare ulteriormente nel corso delle prossime settimane, ovvero al termine della raccolta intorno a metà dicembre.

I dati sono quelli che emergono dall’analisi di Coldiretti sulla base dell’aggiornamento previsionale elaborato da Ismea e Unaprol relativamente alla campagna 2020/2021.

Ad influire sui dati del Lazio la pesante gelata che nel 2018 ha quasi dimezzato la produzione di olio e a seguito della quale, come spiega il presidente di Coldiretti Lazio e di Unaprol, David Granieri: “Numerose aziende sono state costrette a procedere con il reimpianto degli oliveti, resi improduttivi dalle gelate del 2018 e per tornare alla normale produzione ci vorranno ancora un paio di anni.”

Nel Lazio insistono oltre 300 frantoi con una produzione di olio pari a circa 20 mila tonnellate all’anno con ben quattro Dop riconosciute:  “Canino”, “Sabina”, “Tuscia” e “Colline Pontine”.

“Mentre si registra un calo nella ra​ccolta soprattutto a Latina e Frosinone – conclude Granieri– discreta è invece la produzione a Viterbo, Rieti, Roma. Ottima la qualità.”

Per quanto riguarda l’acquisto, il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane.

In alternativa, il suggerimento è di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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