Olio locale: prodotto d’ eccellenza. È iniziata la raccolta delle olive nella Tuscia

L’olio extravergine di oliva è un elemento essenziale della cucina della Tuscia

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Guerra dei dazi

C’è chi ha già cominciato, chi sta per partire e chi ancora attende: ottobre è il mese in cui inizia, in genere, la raccolta delle olive nella Tuscia e in Sabina e iniziano a formarsi i prospetti per la nuova campagna olearia.

L’olio locale è un prodotto di eccellenza, uno tra i migliori in Italia.

Quasi il 7% del territorio agricolo della Tuscia è ricoperto di uliveti, che trovano un buon terreno di origine vulcanica.
Gli ulivi sono da sempre simbolo di semplicità, di vita contadina, di pace, di sacralità e di speranza.

L’olio extravergine di oliva è un elemento essenziale della cucina della Tuscia,
l’ ingrediente base di quasi tutte le ricette locali ed è ottimo per condire.
L’olio extravergine di oliva Tuscia DOP presenta un bel colore verde smeraldo con riflessi dorati. L’odore è fruttato e il sapore ha un gradevole retrogusto amaro e piccante; forte ma delicato.

La zona di produzione e trasformazione dell’olio extravergine di oliva Tuscia DOP comprende il territorio di 52 comuni della provincia di Viterbo.

L’olio extravergine di oliva Tuscia DOP è versatile, facilmente deperibile e apprezzato per la sua delicatezza e sapidità. Si caratterizza per un livello di acidità massima totale di 0,5 g per 100 g di olio.

La coltura (e la cultura) dell’olio nella Tuscia ha radici molto antiche: già gli Etruschi ne diffusero la conoscenza e usavano tecniche particolari per la sua estrazione, come dimostrano dipinti e affreschi su vasi e suppellettili.

La sicurezza e la qualità dell’olio della Tuscia è garantito anche dal Marchio collettivo Tuscia Viterbese, un marchio di garanzia, assegnato dalla Camera di Commercio di Viterbo alle aziende che rispondono a rigorosi criteri qualitativi di sicurezza e affidabilità.

Sono molti i frantoi della Tuscia che praticano l’estrazione a freddo con macchine moderne.

Dopo l’annata difficoltosa del 2018/2019, quest’anno sembra che ci si trovi di fronte a una situazione migliore: il quadro che emerge dal racconto di alcuni contadini e produttori è quello di una produzione interessante .
Speriamo che i dati che avremo a fine raccolta ce lo confermino.

La semplicità e la sacralità dell’ulivo emergono anche nei versi di Giovanni Pascoli

Oh, i bei rami d’ulivo! chi ne vuole?
Son benedetti, li ha baciati il sole.
In queste foglioline tenerelle
vi sono scritte tante cose belle.
Sull’uscio, alla finestra, accanto al letto
metteteci l’ulivo benedetto!
Come la luce e le stelle serene:
un po’ di pace ci fa tanto bene.

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