Proseguono le indagini sul delitto del docente universitario di Tarquinia

Omicidio Angeletti, zoom degli inquirenti sui filmati delle telecamere

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VITERBO – Le indagini proseguono a tamburo battente: ogni elemento raccolto è indispensabile al fine della ricostruzione dell’omicidio di Dario Angeletti, il professore universitario trovato cadavere martedì 7 dicembre nell’area delle Saline adibita a parcheggio del camper.

Come raccontato nei giorni scorsi, fondamentali per risalire al presunto killer sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona dal sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, nella zona. E, proprio quelle registrazioni sono ancora sotto la lente di ingrandimento del pool inquirente (titolare del fascicolo per omicidio volontario è la Procura della Repubblica di Civitavecchia).

Stando a quanto si apprende le sequenza racconterebbe un’altra verità rispetto a quella fornita dall’indagato Claudio Cesaris che, sì, ha ammesso di aver premuto lui il grilletto contro Angeletti, ma ha respinto l’addebito della premeditazione. Secondo la versione fornita al gip durante l’interrogatorio di garanzia, svoltosi sabato scorso nel Reparto di medicina protetta di Belcolle, il tecnico dell’Università di Pavia in pensione avrebbe incontrato per caso il docente tarquiniese, appena uscito dal suo ufficio al Centro ittiogenico sperimentale per andare a prendere un panino per il pranzo. “Non stavo bene e gli ho chiesto aiuto. Io ero nella zona per alcune ricerche che conduco. Sono salito sul sedile posteriore della sua Volvo”.

Al Centro lavorerebbe anche la donna di cui Cesaris era ossessionato al tal punto da arrivare ad uccidere. Gli inquirenti avrebbero estrapolato ulteriori registrazioni, oltre a quelle del 7 dicembre, che confermerebbero la presenza nella zona di Cesaris.

Il 68enne è ancora piantonato a Belcolle ma, non appena le condizioni di salute lo consentiranno, sarà trasferito nel penitenziario viterbese Mammagialla.

 

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