Giallo di Ronciglione, il processo slitta al 5 marzo

Omicidio Arcuri, parla la madre: “La lettera di Andrea non l’ho neanche letta”

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La madre di Maria Sestina Arcuri, Caterina Acciardi e, a destra, l'avvocato della famiglia della vittima, Vincenzo Luccisano

Il processo in corte d’assise per il giallo di Ronciglione è slittato al 5 marzo per la mancanza di notifica alla nonna dell’imputato. Intanto Caterina Acciardi, la madre della defunta Maria Sestina Arcuri, risponde picche alla richiesta di apertura di Andrea Landolfi Cudia, unico indagato per la morte dell’ex fidanzata: “Nessun incontro tra me e i familiari di Andrea. E poi la lettera che mi ha inviato dal carcere non l’ho neanche letta”, ribadisce fuori dall’aula 7.
I fatti al centro del procedimento contro l’ex pugile romano di 35 anni sono relativi a quanto successe la notte del 3 febbraio scorso a Ronciglione. In un appartamento in via Papirio Serangeli, di proprietà della nonna di Landolfi, Mirella Iezzi, avviene la caduta dalle scale della parrucchiera originaria della provincia di Cosenza. Che viene portata all’ospedale di Belcolle dove muore due giorni dopo, nonostante un intervento chirurgico alla testa. Per il pm Franco Pacifici, che coordina le indagini, il colpevole è il ragazzo della Arcuri. Per questo viene chiesto l’arresto, che però il giudice per le indagini preliminari di Viterbo non concede.
Ma ai primi di giugno il tribunale del riesame di Roma, interpellato dal pm Pacifici, ribalta la decisione del gip di Viterbo e dispone l’arresto per l’unico indagato per la morte della Arcuri. Il 24 settembre scorso, la suprema corte ha deciso sulla misura cautelare del trentenne. E per lui si sono aperte le porte del carcere romano di Regina Coeli.
Ieri, nell’udienza davanti alla corte d’assise (i giudici togati sono Gaetano Mautone e Roberto Colonnello), c’è stato il rinvio al 5 marzo prossimo: mancava la notifica alla nonna dell’imputato, testimone dei fatti. L’avvocato della difesa Giacomo Marini ha preso la parola (vicino a lui c’era l’imputato): “Manca il nome di Mirella Iezzi dall’elenco delle persone offese allegato al decreto di giudizio immediato”. In effetti, nel decreto di giudizio immediato, l’ottantenne non è stata citata tra le parti offese. Il pm Pacifici ha risposto in modo laconico: “Un errore materiale: si integri il nome della donna nell’elenco”. L’avvocato della famiglia Arcuri, Vincenzo Luccisano, ha risposto al collega: “La sua contestazione è stata superata dalla giurisprudenza”.

Il giudice Mautone, dopo una mezzora di camera di consiglio, ha deciso di rinviare il processo al 5 marzo: il decreto di giudizio immediato dovrà essere riscritto e notificato anche alla nonna di Landolfi.

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