Omicidio di Ferragosto, nominato il traduttore del dialetto martano

Ieri udienza interlocutoria in corte d’assise: un 77enne è accusato di aver ucciso nel 2016 il cognato di 83 anni

483
campagna

Un interprete dal dialetto martano. È questa la novità processuale dell’omicidio di Ferragosto 2016, quando nelle campagna tra Marta e Tuscania fu trovato il cadavere di un 83enne agricoltore: era il corpo di Angelo Gianlorenzo.

E’ ripreso ieri mattina, in corte d’assise, il processo a carico di Aldo Sassara, il 75enne imputato per aver ucciso il cognato Gianlorenzo. Ebbene, la presidente della corte, Maria Rosaria Covelli, ha deciso di affiancare la consulente che dovrà trascrivere le intercettazioni ambientali prese da una cimice messa dentro l’auto dell’accusato dai carabinieri. Un uomo di Marta aiuterà la consulente. Infatti, nei monologhi intercettati dalla microspia, ci sarebbero dei passaggi indecifrabili. Frasi e conversazioni telefoniche che, per la procura, Sassara avrebbe compiuto subito dopo aver ucciso il cognato. Monologhi fatti mentre l’imputato rifletteva a voce alta, commentato quanto avvenuto in un terreno in campagna.

Dalle testimonianze dei carabinieri fatte nelle udienze precedenti, si è appreso che l’imputato parlava di “trenta-quaranta colpi” inferti presumibilmente nei confronti del defunto. I testimoni raccontano – e hanno anche scritto nel verbale delle intercettazioni preso agli atti dalla corte – che nei soliloqui Sassara era solito prendersela con tutti: con il magistrato che porta avanti le indagini, con il metodo dei carabinieri. “Disse pure ‘intanto non lo troverete mai’ – racconta un carabiniere – rivolgendosi a noi, mentre stavamo cercando delle prove”.
Si torna in aula a metà ottobre.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui