Ieri la Corte d'Assise del Tribunale di Viterbo ha decretato la condanna a 25 anni e 6 mesi di reclusione per Michael Aaron Pang, ma per gli avvocati Sicilia e Crescenzi sarebbe stato opportuno attendere le motivazioni del pm

Omicidio Fedeli, cade l’aggravante della crudeltà. Nessuna replica alla richiesta d’assoluzione per Pang

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Michael Pang "catturato" da una telecamera

Omicidio Fedeli, dopo una sentenza durata circa cinque ore nel primo pomeriggio di ieri è arrivata la condanna di reclusione a 25 anni e 6 mesi per Michael Aaron Pang da parte della Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo.

I fatti: il corpo del commerciante 74enne Norveo Fedeli è stato ritrovato immerso in una pozza di sangue con il cranio fracassato a colpi di sgabellate il 3 maggio 2019 all’interno del suo negozio di abbigliamento di via San Luca, nel centro storico di Viterbo. Le ricerche delle forze dell’ordine hanno poi portato all’individuazione del 23enne americano di origine coreana Pang, che ha confessato il reato spiegando che il diverbio tra i due sarebbe nato a seguito di problemi con il pagamento delle carte di credito in possesso di Pang, per poi degenerare.

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Il negozio di Norveo Fedeli, poco dopo l’arrivo delle forze dell’ordine

Ieri prima della sentenza decisiva per le sorti del giovane erano attese le repliche del pubblico ministero Eliana Dolce alla difesa, costituita dagli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, i quali in occasione dell’ultima seduta del 16 novembre scorso avevano chiesto l’assoluzione per legittima difesa dall’accusa di omicidio volontario, mettendo in luce alcuni punti che – a loro detta – andavano interpretati in modo diverso. “Era stata una discussione molto lunga, a seguito della quale il pm aveva chiesto di rinviare ad oggi (ieri, ndr) la sentenza, che sarebbe dovuta essere preceduta dalle repliche ed eventuali controrepliche della difesa – spiega l’avv. Remigio Sicilia – invece, a sorpresa, il pm ha deciso di non farle, quindi la Corte è uscita con la condanna a 25 anni e 6 mesi a fronte della richiesta dell’ergastolo”.

Era stata proprio il pm Dolce a chiedere la condanna all’ergastolo per Pang, riconoscendo la duplice aggravante di crudeltà e rapina, coronata anche dalla richiesta della pena accessoria di tre mesi di isolamento diurno.

“La Corte ha deciso di escludere l’aggravante della crudeltà – prosegue l’avv. Sicilia – a proposito del gesto del calpestìo della testa del povero signor Fedeli che molti tecnici hanno detto potersi trattare di un colpo da intralcio dovuto a una perdita di equilibrio di Pang, riconoscendo però l’aggravante del nesso teleologico, ossia che l’omicidio sia stato compiuto per eseguire la rapina. Quest’ultima è stata ritenuta equivalente alle attenuanti generiche che invece sono state concesse, perciò Pang – chiarisce – è stato riconosciuto responsabile dell’omicidio, con la continuazione rispetto alla rapina che non è più un’aggravante ma un reato autonomo e concorre alla condanna a 25 anni e 6 mesi”.

“Il Tribunale ha anche disposto provvedimenti civili da liquidare in separata sede – afferma l’avv. Sicilia – a favore della moglie (150.000 euro), del figlio (115.000) e dei nipoti (55.000 e 62.500). Ovviamente la decisione di escludere l’ergastolo ci fa piacere, però sarebbe stato opportuno aspettare le motivazioni, perché francamente secondo noi potevano essere valutate in modo diverso”.

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