Omicidio Tolfa, la confessione di Malaj: “Sono distrutto”

Oggi, intanto si terrà una fiaccolata per Diva, alle 18. Giovedì, invece, il lutto cittadino e i funerali

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A sx Sergio Malaj, a dx Diva Compagnucci

TOLFA – Alla fine è crollato e ha confessato. Dopo poco più di tre giorni dal delitto della 91enne Diva Compagnucci, il 23enne Sergio Malaj ha ammesso le sue responsabilità.

E lo ha fatto nel corso dell’udienza di convalida del fermo al carcere di Borgata Aurelia, dove è detenuto da sabato sera, da quando i carabinieri lo hanno rintracciato all’interno della sua abitazione. Il giovane ha reso dichiarazioni spontanee di fronte al giudice Francesco Filocamo e al magistrato Mirko Piloni.

Assistito dal suo difensore, l’avvocato Andrea Romani, Malaj ha ammesso di fatto di essere coinvolto nella vicenda. Poche parole. Non ha risposto infatti alle domande del gip, né tantomeno ha fornito particolari e chiarito nel dettaglio cosa effettivamente accaduto all’interno di quell’abitazione. Ha soltanto reso una dichiarazione spontanea assumendosi la responsabilità di quanto gli viene contestato e dicendosi distrutto. Il ragazzo, 22enne di origine albanese ma a Tolfa da anni con la sua famiglia, è accusato infatti di rapina e di omicidio volontario premeditato.

Sabato sera, nel corso dell’interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Civitavecchia, aveva negato ogni addebito. Per ora resta in carcere. Intanto nella serata di lunedì è stata eseguita l’autopsia, da parte del dottor Stefano D’Errigo, sul corpo dell’anziana e proseguono a 360 gradi le indagini. I funerali si svolgeranno giovedì pomeriggio a Tolfa. Oggi, intanto, si terrà alle 18 a Tolfa una fiaccolata in suo ricordo.

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