Addio silenzioso all'insegnate uccisa dal reo confesso Sergio Malaj

Omicidio Tolfa, la pioggia non ha fermato la fiaccolata in ricordo di Diva

LA FIACCOLATA La pioggia non ha fermato i tolfetani. Cordoglio per il tragico assassinio di Diva Compagnucci Durante il percorso, organizzato dalla Fidapa, i negozianti hanno abbassato le saracinesche e acceso le candeleOggi alle 15 presso il santuario della Sughera si svolgerà il funerale per l’ultimo saluto alla maestra amata da tutti

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TOLFA – Una folla composta e silenziosa è quella che ha sfilato ieri sera a Tolfa sotto la pioggia battente per testiomaniare i valori di unione e condivisione di tutta la comunità di Tolfa drammaticamente colpita dal lutto della maestra Diva la cui scomparsa ha lasciato un grande vuoto nel paese. Ieri alle18 da piazza Vittorio Veneto, nonostante il maltempo, è sfilato il corteo con tanti tolfetani in lacrime ancora increduli per questo omicidio ai danni di una donna energica, buona, vitale e amata da tutti. A coordinare la viabilità i volontari della Prociv di Tolfa e Allumiere, i vigili urbani e i carabinieri che hanno sfilato e partecipato anche alla veglia. Tutta l’amministrazione comunale di Tolfa guidata dal sindaco Luigi Landi e dagli assessori Cristiano Dionisi e Paola Aloisi; presenti i rappresentanti di ogni realtà e associazione di Tolfa. Col sindaco Landi anche il primo cittadino di Allumiere Antonio Pasquini e con lui rappresentanti del Comune e dell’Agraria di Tolfa. Presenti alla fiaccolata anche alcuni residenti dei comuni del comprensorio. Il silenzio, la preghiera e le lacrime hanno contrassegnato il cammino da piazza Vittorio Veneto al santuario della Sughera dove oggi pomeriggio alle 15 verrà celebrato il funerale. Ogni partecipante alla fiaccolata aveva in mano una candela bianca la cui fiamma si è spenta camminando sotto la pioggia. Uno dei momenti toccanti è stato il passaggio sotto casa della signora Diva: qui mentre negli occhi rossi di tutti brillavano le lacrime, la Fidapa ha acceso una lanterna bianca che è volata dritta verso la casa di Diva. Il corteo poi ha ricominciato il cammino. Le figlie della signora hanno apprezzato il gesto della fiaccolata (coordinata dalla Fidapa, sposata dal sindaco Luigi Landi, dal parroco don Giovanni Demeterca) e per l’affetto dimostrato da tutta la comunità di Tolfa. Durante il tragitto i negozianti hanno abbassato le saracinesche e acceso le fiaccole. Arrivati al santuario don Giovanni Demeterca ha guidato e animato la veglia di preghiera che si è conclusa con un cerchio di persone per mano che hanno cantato il Padre nostro. Nessun commento, nessun giudizio o polemica: per i tolfetani ieri e oggi sono i giorni del pianto, delle domande senza risposta; sono i giorni in cui la comunità di Tolfa si sta stringendo per ritrovarsi e capire, sono i giorni in cui tutti si stanno stringendo intorno ai famigliari di Diva. Nessuno ancora ha metabolizzato questo omicidio, nessuno riesce a credere che qualcuno sia stato capace di strappare alla vita in maniera così atroce una donna mite ed eccezionale come Diva. Da rilevare che in questi giorni la famiglia di Sergio Malaj sta ricevendo messaggi di odio. Cordoglio ai famigliari di Diva anche da parte dei tre consiglieri di Tolfa Cambia Sharon Carminelli, Ramona Vittori e Mario Curi: “Dopo la vicenda dell uccisione della signora Diva Rocchi, che ha scosso la nostra comunità in modo profondo, abbiamo aspettato qualche giorno ad esprimere il nostro cordoglio con l intento di fermarci a riflettere sull’accaduto. Per rispetto di Diva e della sua famiglia. Perché quanto è accaduto merita vicinanza e rispetto che non necessariamente devono essere mostrati a mezzo stampa o social. Perché una ferita così forte nella nostra cittadina merita una riflessione più profonda. Una ferita che si va ad inserire in un contesto più grande che è quello del nostro Paese, che proprio in questi giorni piu degli altri, vede protagonisti di inumana violenza proprio i giovani. Questo atto orribile di cui è stata vittima non solo Diva ma l intera nostra comunità non può non tenere conto della diretta proporzionalità della sempre più crescente delinquenza giovanile con l assenza delle istituzioni, con l abbandono da parte dello stato sociale, delle famiglie e dei suoi giovani, con il conseguente sbandamento e devianza di cui poi vediamo le conseguenze quotidianamente. Conseguenze che si fanno sempre più spaventose e crudeli. Forse è il caso che l’argomento diventi momento di discussione politica e sociale perché sono molti, troppi i giovani che possono e devono essere recuperati e aiutati affinché non diventino auto e eterolesionisti. Lo dobbiamo anche a Diva che era un insegnante storica ed esemplare e per ciò amata da tutti, impegnata da sempre nel tendere una mano, a dare speranza e strumenti ai giovani alunni attraverso l insegnamento, attraverso la cultura e la pratica educativa. Un abbraccio firte alla sua famiglia”.

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