Ultimo atto questa mattina a Roma sulla drammatica morte di Marco. Alle 10 l'udienza dell'ultimo grado di giudizio sui ricorsi presentati dalle parti

Omicidio Vannini: è il giorno della Cassazione

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“Da quasi 5 anni attendiamo questo momento”: a parlare, sui social è Alessandro Carlini, cugino del giovane Marco Vannini. Proprio questa mattina in Cassazione, a Roma, si svolgerà l’ultimo atto di questa straziante e drammatica vicenda. Era il 17 maggio 2015 quando Marco Vannini fu ucciso da un colpo di pistola, la beretta calibro 9 di Antonio Ciontoli mentre si trovava in via Alcide de Gasperi, a Ladispoli, a casa della sua fidanzata. Per la sua drammatica morte sul banco degli imputati sono saliti tutti i componenti della famiglia Ciontoli.

I giudici di primo grado avevano condannato il capofamiglia a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. A tre anni per omicidio colposo la moglie, Maria Pezzillo, e i due figli, Federico e Martina. Sentenza mutata in secondo grado, con i giudici della Corte d’Appello che lo scorso gennaio avevano derubricato il reato per Ciontoli padre a 5 anni per omicidio colposo con colpa cosciente (invariate le condanne per i suoi famigliari). Ora spetterà alla Cassazione decidere se quelle condanne sono giuste o se bisognerà ricominciare dal secondo grado di giudizio. A ricorrere contro la decisione della Corte d’Appello sono stati, da un lato il pg Saveriano che ha chiesto 14 anni per omidicio volontario per tutta la famiglia, dall’altra i legali dei Ciontoli chiedendo l’assoluzione per tutti i componenti della famiglia e uno sconto di pena per il capofamiglia.

“Da un lato – scrive Alessandro Carlini – non vedo l’ora che arrivi domani (oggi, ndr), dall’altro è talmente tanta la paura di un’ulteriore delusione che vorrei non arrivasse mai. Avremo modo di sapere se tutti gli sforzi e i sacrifici che abbiamo fatto durante questi anni sono serviti a qualcosa oppure è stato tutto vano. Avremo modo di sapere quanto vale la vita di un ragazzo di 20 anni. Avremo modo di sapere se la legge è uguale per tutti. Avremo modo di sapere se la giustizia esiste ancora. Avremo modo di sapere se in questo paese esiste ancora qualcosa in cui credere”.

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