Omicidio Vannini, mamma Marina: ”Persona gentilissima, sensibile e cordiale”

Il commento della mamma di Marco dopo l’incontro con il ministro della Giustizia. Marina: «Mi ha ricordato che ci sono tre gradi di giudizio e che bisogna avere fiducia fino alla fine». Bonafede: «Pur nei limiti è mio dovere agire sempre nell’interesse di una giustizia efficiente e credibile».

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Vannini

CERVETERI – E’ durato poco più di un’ora l’incontro fra il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e Marina Conte la mamma di Marco Vannini, il 20enne  ferito quella tragica notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 da un colpo di arma da fuoco, mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, non soccorso tempestivamente è deceduto dopo una lunga e drammatica agonia alcune ore dopo. In Appello è stata ridotta la pena ad Antonio Ciontoli da 14 a 5 anni,  mentre è stata confermata la condanna a 3 anni per i suoi familiari (i figli Federico e Martina e la moglie Maria Pezzillo).
All’incontro fissato per le ore 12 di ieri a Palazzo Piacentini la donna si è presentata accompagnata dai suoi due nipoti, Alessandro e Federico, figli di sua sorella Anna e di Roberto Carlini. Un incontro a sorpresa capitato in un momento difficile per la famiglia Vannini con papà Valerio convalescente a seguito di un piccolo intervento chirurgico, che infatti non è potuto andarci, e mamma Marina molto stanca e disperata dopo tutto quello che è successo dopo la sentenza di secondo grado tanto che a caldo non ricorda bene tutti i discorsi che hanno fatto lei e il ministro, ma che senz’altro riaffioreranno. Mamma Marina sentita telefonicamente subito dopo il colloquio ha così commentato: «Persona gentilissima, sensibile e cordiale. Molto vicina alle vittime e al popolo nel senso che mi ha tenuto la mano durante il colloquio partecipando tutta la sua solidarietà al mio dolore. Ha cercato con la sua vicinanza di mettersi nei panni di una mamma che ha perso un figlio. Ha ribadito che lui non può entrare nel merito della sentenza. Staremo a vedere, signora ha detto il ministro esprimendomi tutta la sua solidarietà».
Un incontro questo che ha lasciato, per la semplicità e il senso di umanità con il quale si è svolto, nel cuore di questa donna lacerato e trafitto da tanta sofferenza, un piccolo segno e una sensazione molto positiva: «Ha voluto questo incontro con me come da madre a figlio – continua mamma Marina – ha detto che la tragica vicenda di mio figlio è diventato un caso nazionale. Mi ha confermato il suo disappunto per quanto successo quel giorno in quell’Aula e da persona comune è indignata –  il ministro infatti si era già espresso in modo molto duro contro le parole pronunciate dal giudice dopo la protesta in aula dei familiari e degli amici di Marco dicendo: «È inaccettabile, e sono indignato che un magistrato interrompa la lettura del dispositivo della sentenza per dire ‘se volete andare a fare un giro a Perugia ditelo’. Ho già attivato gli uffici perché vengano fatte tutte le verifiche e gli accertamenti necessari”. Il ministro Alfonso Bonafede ha anche telefonato a mamma Marina e aveva reso noto che presto avrebbe organizzato un incontro – Mi ha anche ricordato che in Italia ci sono tre gradi di giudizio e quindi fino all’ultimo grado non bisogna disperare ma continuare ad essere fiduciosi nella giustizia».
Anche il ministro Bonafede è intervenuto su Facebook:  «Oggi (ndr ieri) ho incontrato la mamma e i cugini di Marco Vannini. Ho voluto esprimere la mia vicinanza di fronte alla tragedia che ha sconvolto la loro vita. Come ormai sapete, non entro nel merito delle valutazioni dei magistrati, a maggior ragione con un processo ancora in corso. Continuerò a seguire la vicenda, col massimo dell’attenzione ma col dovuto rispetto per la magistratura e il sistema giustizia. Sono comunque convinto che, come Guardasigilli, nei limiti dei poteri conferitimi dalla Costituzione, sia mio dovere agire sempre nell’interesse di una giustizia efficiente e credibile».

Fonte: La Provincia di Civitavecchia

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