Omicidio volontario e rapina le accuse per il presunto assassino di Fedeli. Soddisfazione degli inquirenti: “Risultato ottenuto in meno di 24 ore!”

Dopo la divulgazione delle foto del presunto assassino, due carabinieri della stazione di Capodimonte hanno segnalato al loro maresciallo, che quell'uomo loro lo avevano visto e, una volta anche fermato per un controllo di routine.

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Il messaggio che il Procuratore Capo della Repubblica di Viterbo ha veicolato nella conferenza stampa indetta oggi è così articolato: 1) Il presunto assassino di Fedeli è stato individuato e posto in stato di fermo a meno di 24 ore dall’omicidio; 2) La cittadinanza di Viterbo non deve stare in tensione perché quanto accaduto è un episodio isolato e  circoscritto; 3) La sinergia e la collaborazione tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza è stata eccellente, e non è la prima volta. La soddisfazione del colonnello Guglielmo Trombetta dei CC e del Capo della Mobile Gian Fabrizio Moschini era palpabile.

Dopo la divulgazione delle foto del presunto assassino, due carabinieri della stazione di Capodimonte hanno segnalato al loro maresciallo, che quell’uomo loro lo avevano visto e, una volta anche fermato per un controllo di routine. Da questo momento le ricerche che avevano come luogo tutta l’Italia, si sono concentrate tutte su Capodimonte. In poco tempo è stato individuato su una telecamera di controllo del territorio e condotto in caserma.

Qui è stato identificato e i carabinieri hanno notato tracce di sangue sulle scarpe e due piccole ferite una sulle mani ed una sul viso. Successivamente i carabinieri hanno perquisito la camera del B&B, dove l’uomo era alloggiato. Qui è stato trovato il portafogli della vittima con i soldi frutto della rapina e la carta di credito internazionale che l’uomo aveva usato ben due volte, senza riuscire a completare la transazione.

Infatti, come riferito dalla moglie di Fedeli, quell’uomo si era recato presso il negozio ben due volte, cercando di acquistare con una carta di credito internazionale. Quindi il giorno del fattaccio, sarebbe stata la sua terza visita, presso quella che sarebbe diventata la sua vittima. L’uomo di cui non sono state fornite le generalità, è coreano di nascita ma con passaporto americano. E’ entrato sul nostro territorio tramite un aeroporto europeo, circa un mese e mezzo fa. Non aveva un lavoro. Quel giorno maledetto, deve essere accaduta qualcosa per cui i due sono venuti alle mani, e il presunto assassino, avvalendosi di uno sgabello usato come mazza, avrebbe ferito mortalmente il Fedeli sulla testa.

Le telecamere hanno mostrato il presunto assassino che è entrato con un abbigliamento, e poi è uscito vestito con altri abiti, presi all’interno del negozio. Forse ha dovuto cambiarsi perché gli abiti erano sporchi di sangue. L’uomo non parla italiano. Non si conosce se a Capodimonte abbia conoscenti. Gli inquirenti su alcuni particolari sono rimasti molto abbottonati, in attesa della conferma del fermo. Sembra che oltre alle prove delle telecamere, ci siano anche testimoni oculari.

Adesso si aspetta la conferma del fermo. Il magistrato d.ssa Eliana Dolci che ha firmato la richiesta di fermo, con l’accusa di omicidio volontario per rapina, ha terminato il primo interrogatorio a Capodimonte oggi, poco prima dell’inizio della conferenza stampa.

 

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