Opposizione Bagnoregio: “Divieto di corteo funebre, altra follia di questa giunta”

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Il Sindaco di Bagnoregio Luca Profili

“A Bagnoregio sarebbe consigliabile non morire nei giorni festivi, poiché il corteo funebre potrebbe nuocere alle già ultra congestionate vie del borgo. Dal 1° gennaio 2020 è in vigore, infatti, la folle e paradossale ordinanza comunale che vieta categoricamente a familiari e amici, nei “rossi” del calendario, la possibilità del trasporto veicolare del feretro per l’ultimo viaggio verso il cimitero. Per l’accompagnamento invece con corteo pedonale il divieto è esteso a ogni giorno dell’anno. Sgomento è dir poco”. Inizia così l’attacco della minoranza consiliare di Bagnoregio alla giunta Profili.

“Tra i cittadini serpeggia un mix di sentimenti contrastanti – continua il capogruppo di opposizione, il leghista Alessandro Landi -: ironia, confusione, incredulità, sconcerto, rabbia e persino sberleffo. Si rasenta il ridicolo. Motivazioni fornite: turismo, traffico e viabilità”.
Dal gruppo consiliare Uniti per Bagnoregio proseguono: “Come richiesto da decine e decine di compaesani, sarà nostra premura chiedere l’immediata sospensione e la revoca di un’ordinanza di una gravità inaudita. Tuttavia, questa è solo la “punta dell’iceberg”. Nonostante i proclami faraonici dell’attuale giunta (capace soltanto, quello si, di sapersi vendere bene sulle piattaforme web con stile propagandistico d’altri tempi), per i residenti di Bagnoregio ci sono ben più gravi incombenze. Il divieto di corteo funebre (a piedi o motorizzato) va ad aggiungersi alle già numerose criticità che si protraggono da troppo tempo”.

L’opposizione inizia l’elenco delle “follie amministrative” della maggioranza: “C’è il problema acqua che, dati alla mano, è tra le più inquinate della Tuscia. C’è la totale carenza di servizi igienici pubblici, con le attività ricettive letteralmente prese d’assalto dai turisti che chiedono di usufruire dei bagni privati con code chilometriche. C’è l’annosa vicenda del passaggio dei bus di linea ai danni di un corso sempre più dissestato e degli esercenti che lamentano mancati introiti per l’assenza del transito turistico pedonale, con la consequenziale chiusura di diverse attività commercial. C’è la drammatica situazione dei parcheggi (peraltro anch’essi a pagamento, poiché in questo borgo, è bene saperlo, si paga anche l’aria), che periodicamente è oggetto di disappunto da parte di numerosi cittadini che lamentano persino la difficoltà di uscire con le auto dalle proprie case. C’è la delicatissima questione delle strade di accesso a Civita semisospese nel vuoto e di terrapieni scavati sotto la “Città che muore”, senza tener conto della friabilità del terreno argilloso. C’è la spinosa questione della Fondazione Agosti, che rischia di sparire insieme al suo cospicuo patrimonio (lasciato in eredità ai cittadini di Bagnoregio) con l’imminente fusione con la superdeficitaria casa di riposo San Raffaele Arcangelo, diventando così un nuovo ente nella esclusiva disponibilità della “zingarettiana” Regione Lazio. C’è poi la neonata Casa Civita srl (società partecipata al 100% dal Comune di Bagnoregio) costituita a seguito di un tortuoso iter burocratico e amministrativo fatto a colpi di schemi di contratto di servizio corretti, scomparsi, aggiustati e rivisti e piani finanziari bocciati dal revisore dei conti per almeno tre volte, a dimostrazione di una operazione scellerata, e che, “dulcis in fundo”, in prima battuta, ha omesso di indicare nel contratto definitivo di servizio 1,9 milioni di euro previsti per il canone 2021 da versare alle casse comunali (salvo poi rettifica di gran carriera dopo la nostra segnalazione del tentato scippo)”.

E ancora: Ci sono gli anomali esborsi di migliaia di euro di danari pubblici elargiti come contributi ad alcuni soggetti ubicati fuori dal territorio comunale, in particolare a una società fantasma in liquidazione con sede a Roma che, in teoria, avrebbe dovuto provvedere all’organizzazione di eventi culturali, ma che, nella sostanza, non si è ancora capito bene di cosa si sia occupata”.

Le critiche non finiscono: “La macchina mediatica per i “like” su facebook fuori confine è stata oliata a dovere, ma la realtà dei residenti è tutt’altra cosa. Stiamo tentando, con non poche difficoltà (in barba alla trasparenza e alla vigente normativa dato che ogni nostra richiesta di accesso agli atti è un calvario), di recuperare tutto il materiale possibile per dettagliare minuziosamente ogni punto sopra elencato.

Porteremo il caso dell’acqua, l’esproprio della Fondazione Agosti, le questioni inerenti lo sperpero di denari per foraggiare fantomatiche associazioni esterne alla vita del paese, la perdita di entrate per le casse comunali e lo scempio pseudo istituzionale di Casa Civita, all’attenzione non soltanto dell’opinione pubblica, ma di tutti quegli organi competenti locali, provinciali, regionali, nazionali e giudiziari che saranno disposti ad ascoltarci, per il bene dell’intera collettività, cui va restituita la sovranità e la legittimazione delle scelte e delle decisioni”.

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